No alle armi, ma non solo: Conte e i 5 Stelle in piazza per cercare se stessi

sabato, 5 Aprile 2025
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Movimento

«Sabato in piazza a Roma per dire no a questo piano di riarmo voluto da Ursula von der Leyen e fortemente sostenuto da Giorgia Meloni. È una follia buttare 800 miliardi in armamenti, riarmare i singoli Stati e ingrassare le lobby delle armi, mentre gli italiani non riescono a pagare le bollette e a curarsi, mentre le nostre imprese sono in ginocchio. Diremo no all’Europa delle armi che permette agli Stati di indebitarsi per il riarmo, invece che per Sanità, scuola, lavoro. Parlano tanto di sicurezza, ma in verità stanno solo gonfiando le tasche dell’industria delle armi e disgregando l’Europa e disegnando per le future generazioni un futuro di guerra». Di piazza e di prossimo governo (nelle regioni): all’esordio da capo supremo del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte mette alla prova sé stesso. Si guarda intorno e sente il vento: stavolta, senza Elevati, associati e piattaforme impiccione tra i piedi, avrà mano libera nel decidere cambi di colore e perimetrazioni più o meno convenienti del centrosinistra, a seconda del momento storico.

Sembra che abbia fatto suo il lodo Franceschini secondo il quale alle prossime politiche le forze di centrosinistra devono marciare inizialmente unite per poi colpire insieme. Musica per le sue orecchie. D’altronde è da sempre che il leader pentastellato cerca di smarcarsi dalla linea del Pd per rivendicare una propria identità. Ma pur esaltando l’unicità della manifestazione dei Fori Imperiali (non c’era il 15 in piazza del Popolo, non ci sarà a Bologna), tiene alti i toni per preparare gli accordi elettorali territoriali, Campania in primis.

Ma c’è un aspetto che ora forse trascura: difficilmente diventerà il federatore del centrosinistra. «Conte si deve rassegnare. Sta alzando il tiro, ma non potrà più essere il leader del centrosinistra. Il rischio rottura totale col Pd non lo vedo all’orizzonte perché non conviene a nessuno, ma il gioco così spregiudicato non pone le basi per l’alleanza – dice su Formiche.net Piero Ignazi, politologo dell’Università di Bologna e profondo conoscitore delle dinamiche che caratterizzano il dibattito interno al centrosinistra – il tentativo dei 5 Stelle di Giuseppe Conte, in particolare sulle mozioni legate al piano di difesa europeo, appare molto chiaro: smarcarsi dalla posizione dei dem, alle prese con diverse sensibilità. Mi sembra una posizione che ricalca la concorrenza fra i 5 Stelle che cercano di smarcarsi dalla linea del Pd. Anche per ragioni di visibilità».

Come si presenta intanto la piazza preparata dai 5Stelle? Dal punto divista mediatico sembra già compromessa perché insieme ai vari Fratoianni, Bonelli, Santoro, Travaglio, Barbero, Tozzi, Wertmuller, Raggi (mancherà Di Battista) ci sarà anche la vulcanica tiktoker Rita De Crescenzo, capace di intasare Roccaraso di follower solo con qualche post nel febbraio scorso. Ha fatto lo stesso con la manifestazione dei Fori Imperiali facendo storcere il naso a più di qualche ignaro dirigente del movimento. «Guagliù, amma ji’ tutte quant’ a Roma».

«Questa incursione politica dell’influencer sgrammaticata, per molti del tutto inattesa e non prevista, ma non per questo improvvisata, se ha contribuito da un lato ad amplificare sui media e sulle piattaforme l’appuntamento organizzato dai pentastellati – scrive lo spin doctor Domenico Giordano sul Rifomista – dall’altro però ha irrimediabilmente minato le fondamenta del progetto. Gli ha sottratto sostanza e credibilità politica, in qualche misura ha livellato verso il basso l’autorevolezza della adunata. Così, quando Rita anticipa ai follower “ci sarò io a Roma a fare una grande manifestazione, davanti a tutti con lo striscione e voi dietro di me”, avvia un processo semantico che depolarizza il contesto e produce uno svuotamento della leadership contiana. Il primo video postato da De Crescenzo ha subito catturato l’attenzione delle redazioni ed è rimbalzato dalla carta stampata alla televisione, passando per la radio e ritornando nella culla dei social media».

Resta da capire se e come il Partito Democratico, circolo delle mille sensibilità, prenderà parte alla manifestazione. Impossibile saperlo fino a qualche momento prima della partenza del corteo da piazza Vittorio Emanuele. Il Corsera prova con un interrogativo morettiano: «Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?».

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