Bene la moratoria di 90 giorni sui dazi decisa da Trump, ma l’Unione europea è pronta a rispondere col bazooka nel caso di mancato accordo con l’amministrazione americana. L’obiettivo di Ursula von der Leyen è raggiungere un accordo equilibrato e paritario. Per questo, Bruxelles è pronta a introdurre una tassa sui ricavi pubblicitari digitali che colpirebbe le Big Tech, se i negoziati con Trump dovessero appunto fallire. La leader tedesca ha escluso la possibilità di rivedere le norme chiave Ue sul digitale (il pacchetto Dsa-Dma) o il regime dell’Iva. «Questi aspetti non rientrano nel negoziato perché sono decisioni sovrane».
Da parte sua, il presidente francese Macron pensa che la sospensione parziale dei dazi statunitensi per 90 giorni sia un segnale e una porta aperta al negoziato. «Ma questa pausa resta fragile». Con la Commissione e nell’unità europea, l’obiettivo è negoziare per eliminare le tariffe e ottenere un accordo equilibrato, senza asimmetrie. «Insieme alla Commissione Ue dobbiamo essere forti, bisogna lavorare su tutte le contromisure necessarie e mobilitare tutte le leve disponibili per proteggersi, anche per evitare che i flussi provenienti dai Paesi terzi perturbino il nostro mercato».
Secondo il presidente francese la pausa resta fragile perché i dazi del 25% su acciaio, alluminio e automobili e quelli del 10% su tutti gli altri prodotti sono ancora in vigore. Rappresentano 52 miliardi di euro per l’Unione Europea. «Fragile – aggiunge – perché questa pausa di 90 giorni significa 90 giorni di incertezza per tutte le nostre attività, su entrambe le sponde dell’Atlantico e oltre. Bisogna restare uniti e difendere con fermezza i nostri interessi. Proprio ieri ero con imprenditori e industriali molto preoccupati. I dazi americani colpiscono le loro aziende dritto al cuore. Abbiamo ragione a lottare: qui sono in gioco i posti di lavoro e le vite dei nostri territori».
Il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis ricorda che l’argomento più urgente all’Ecofin riguarderà le questioni relative ai dazi di Trump e alle loro implicazioni macroeconomiche, e anche a una risposta per minimizzare l’impatto economico negativo. «In ogni caso, dal lato Ue, vediamo un effetto macroeconomico negativo sull’economia Ue e statunitense e, in realtà, sull’economia statunitense un effetto negativo maggiore che sull’Ue, dice – dato che gli Stati Uniti stanno applicando molto ampiamente questi dazi. Siamo disposti a collaborare e trovare soluzioni costruttive, soluzioni reciprocamente accettabili. Abbiamo anche sospeso per 90 giorni la nostra prima serie di dazi di ritorsione».



