Mozione per Gaza, l’opposizione si unisce: “Crimini contro l’umanità, l’Italia non può più restare in silenzio” ecco cosa chiedono | Video

martedì, 15 Aprile 2025
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Gaza è ripiombata nel silenzio e nell’indifferenza, ma non per le principali opposizioni italiane che in conferenza stampa presentano una mozione comune. Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico hanno presentato una mozione congiunta in Parlamento per chiedere una svolta netta nella posizione del governo Meloni sul conflitto in Medio Oriente. Una mozione che arriva dopo l’escalation disumana seguita alla fine della tregua avvenuta nella notte tra il 17 e 18 marzo scorso. Si tratta del secondo appuntamento di oggi per le opposizioni insieme dopo quello per il Media Freedom Act alla Stampa Estera.

Mozione per Gaza, ecco cosa chiedono le opposizioni al Governo Meloni

Nel testo presentato in conferenza stampa all’Hotel Nazionale dieci sono le richieste per impegni concreti: tra questi il riconoscimento dello Stato di Palestina, la richiesta di cessate il fuoco immediato, la fine delle forniture militari a Israele e l’introduzione di sanzioni contro il governo Netanyahu, ritenuto direttamente responsabile di crimini di guerra

“La situazione a Gaza è inaccettabile – ha dichiarato Angelo Bonelli –. Abbiamo ritenuto urgente una risposta forte da parte delle forze politiche. Non è più tollerabile restare a guardare. Parliamo di ospedali rasi al suolo, medici giustiziati, campi profughi bombardati. L’ONU ha denunciato violenze sessuali sistematiche contro le donne palestinesi. E il nostro governo risponde con auspici generici? No, servono parole chiare e sanzioni. Netanyahu si è macchiato di crimini di guerra e va trattato come tale”.

Giuseppe Conte ha parlato di “sistematico sterminio della popolazione palestinese”, ricordando come le vittime abbiano ormai superato le 50.000, con oltre 15.000 bambini uccisi. “Di fronte a questo, tacere è complicità – ha detto –. E l’Italia ha assunto una posizione vigliacca, soprattutto in sede ONU. Continuare le forniture militari è illegale secondo la legge 185 del 1990”. Il leader del Movimento 5 Stelle sottolinea come da parte del governo italiano ci sia un silenzio assordante rispetto a quanto visto per l’Ucraina.

Nicola Fratoianni ha denunciato l’impossibilità di tenere il passo della tragedia: “Scrivevamo questa mozione mentre arrivava la notizia dell’ennesimo crimine: il bombardamento sull’ultimo ospedale funzionante a Gaza. Non è più il tempo del balbettio imbarazzato. Serve coraggio politico: riconoscere subito lo Stato palestinese nei confini del 1967, come già fanno altri Paesi europei”.

Per Elly Schlein è tempo di rompere il doppio standard europeo: “Gaza è sparita dai radar. E noi non possiamo permetterlo. Abbiamo condannato l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre senza esitazioni, ma non abbiamo sentito parole altrettanto forti contro l’apocalisse umanitaria che si sta consumando. È inaccettabile. Netanyahu sta attuando un disegno di deportazione forzata della popolazione palestinese. Anche durante la tregua, le violenze in Cisgiordania non si sono mai fermate. Chiediamo il cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi, aiuti umanitari e garanzie per operatori sanitari. Riconoscere lo Stato di Palestina è un atto dovuto, che rafforza il diritto alla sicurezza anche di Israele”.

Le opposizioni chiedono ora che la mozione venga discussa al più presto in Aula. Ma l’appello è trasversale. “Questa mozione – ha sottolineato Conte – è aperta a tutti, anche alla maggioranza. Su questi temi non dovrebbero esserci steccati politici. Si tratta di coscienza e umanità”.

Ucraina e Gaza meritano pari dignità per opposizioni

Nel corso della conferenza, alcune forze hanno risposto anche alle critiche su presunte ambiguità rispetto alla guerra in Ucraina sulle quali una mozione comune non c’è: “Non accettiamo paragoni forzati – è il messaggio condiviso –. Il sostegno al popolo ucraino e alla sua resistenza non è in discussione. Ma proprio per questo, è ora di parlare seriamente di pace e di diplomazia”. Nessun passo indietro sul diritto di autodifesa di Kyiv, ma l’invito a non usare il conflitto come schermo per evitare il confronto sul disastro umanitario a Gaza. “Chi oggi ci accusa di doppio standard – ha detto Bonelli – è lo stesso che tace da mesi sulle bombe su scuole, ospedali e ambulanze a Gaza”.

Opposizioni unite, ora la palla passa al Parlamento e a Meloni che dovrà prendere delle decisioni anche su Gaza dopo che Tajani si è ben visto dall’accusare Israele.

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