Crollo Funivia del Faito ma non è la prima volta: l’inchiesta e le ipotesi

venerdì, 18 Aprile 2025
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Tragedia a Castellammare. Nella giornata di ieri, 17 aprile, è precipitata una Funivia del Monte Faito.

A bordo vi erano 5 persone: l’unico sopravvissuto è un 30enne israeliano, al momento ricoverato in gravissime condizioni all’Ospedale del Mare. Quanto riferito dalla struttura è che il 30enne “é stabile nella sua gravità. Questa mattina si procederà ad eseguire diagnostica di controllo per verificare se l’evento traumatico possa aver provocato danni che si possono palesare anche a distanza di alcune ore. Resta intubato per la protezione delle vie aeree – precisa la nota – e supporto ventilato meccanicamente in sedazione profonda”.
La compagna dell’uomo, Janan Suliman – anch’essa di origini israeliane – insieme a due britannici e al macchinista Eav, Carmine Parlato, sono morti sul colpo.
Il recupero dei corpi è stato effettuato dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino Speleologico (CNSAS) e dai militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF). Nelle prossime ore gli inquirenti disporranno le autopsie sulle salme.

La dinamica dell’incidente indicherebbe la rottura del cavo traente come causa della caduta della cabina a monte che è poi atterrata su di un dirupo, luogo nel quale sono state rinvenute le vittime.
Al contrario, la cabina diretta a valle si è fermata, il che ha permesso di salvare le dieci persone presenti al suo interno.
Una delle ipotesi che saranno soggette a verifica è se il cavo traente possa essersi spezzato a causa del forte vento che toccava i 100km/h al momento del disastro. La valutazione servirà ad accertare le responsabilità soggettive.
La Procura di Torre Annunziata– coordinata dal procuratore Nunzio Fragliasso – ha disposto il sequestro delle due stazioni – quella di Castellammare di Stabia e Monte Faito – oltre ai piloni della funivia, delle due cabine – quella precipitata a monte e quella a valle – il cavo spezzato, e anche di un ufficio in cui è custodita la documentazione, già acquisita dalla polizia di stato di Castellammare.
Si indaga per omicidio colposo plurimo e disastro colposo.
Si cercano le cause della rottura del cavo e il perché della mancata entrata in funzione del freno di emergenza. Infine, si indaga se sia stato prudente utilizzare l’impianto date le condizioni meteorologiche avverse (il vento e l’allerta gialla).
Il presidente della holding dei traporti Eav, Umberto De Gregorio, ritiene l’avvenuta tragedia “inspiegabile”. In particolare, esclude che la ragione della caduta della cabina possa essere connessa al vento: “Non lo dico io, lo dicono i tecnici. C’è un sistema automatico. Quando il vento supera un certo livello, la funivia si blocca automaticamente”.
Inoltre, la riapertura era avvenuta da una settimana dopo “tre mesi di prove tutti i giorni, giorno e notte, con le condizioni, con tutte le radiografie che si fanno alle funi a opera del direttore di esercizio che è un giovane ingegnere validissimo”.

Il cavo spezzato si era in parte abbattuto sulla linea elettrica della sottostante Circumvesuviana. Questa mattina, a seguito della sua rimozione, è ripresa la regolare circolazione dei treni sulla linea Napoli-Sorrento. Riaperte anche le due stazioni di via Nocera e Castellammare di Stabia.

Oggi è lutto cittadino a Castellammare di Stabia, come deciso dal sindaco Luigi Vicinanza. Già ieri sera, il sindaco aveva sospeso tutte le iniziative previste per la celebrazione della Pasqua.
Melicia Comberiati – segretaria generale della Cisl di Napoli – e Massimo Aversa – segretario generale della Fit Cisl Campania – hanno commentato la tragedia: “Oggi è il giorno del dolore, piangiamo l’ennesima vita tolta ad un lavoratore e tre turisti. Ma un attimo dopo bisogna capire il perché di una tragedia alla quale bisogna dare delle risposte dato che la funivia aveva riaperto da una settimana e in condizioni di sicurezza. La Cisl di Napoli e la Fit Cisl Campania esprimono profondo cordoglio ed è vicina alle famiglie delle vittime. Purtroppo continuiamo a parlare di sicurezza ma si continua ancora a morire”.

La funivia del Faito pare non essere nuova agli incidenti: nel 1960, nella giornata di Ferragosto, una delle cabine è approdata a valle senza però riuscire a frenare la sua corsa, a causa di un errore umano. Ciò ha fatto sì che precipitasse sui binari sottostanti della linea tranviaria Circumvesuviana. Anche in quel caso i morti sono stati quattro. 31, invece, i feriti. A seguito della tragedia, l’impianto è stato soggetto a diversi interventi di ammodernamento.

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