Pasqua a casa per 8 italiani su 10 e il maltempo non ferma gli stranieri

domenica, 20 Aprile 2025
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Pasqua

Pranzo di Pasqua a casa per otto italiani su dieci, tra quanti la passano nella propria abitazione e chi in quella di parenti e amici, con una spesa di 82 euro a famiglia. A rilevarlo è un’indagine Coldiretti/Ixè “La Pasqua 2025 degli italiani a tavola”, secondo la quale ci sarà anche chi ha scelto un ristorante o un agriturismo per trascorrere la ricorrenza, mentre in pochi hanno deciso per un picnic all’aperto nonostante le previsioni meteo non rassicuranti.

Per preparare il pranzo di Pasqua si impiegano – rileva Coldiretti – mediamente due ore. Il resto prende piatti già pronti o ordina d’asporto. Restano però notevoli differenze territoriali nelle abitudini degli italiani: al Sud la media per la preparazione del pranzo è più alta rispetto al dato nazionale; gli abitanti del Nord Ovest sono, invece, quelli che faranno il maggior ricorso ai piatti pronti.

A tavola, aggiunge Coldiretti, vincono i menù della tradizione con le uova grandi protagoniste: gli italiani ne consumeranno circa trecento milioni, sode o nelle ricette tipiche delle varie regioni. Anche l’agnello non mancherà tanto da essere servito in quasi la metà delle case con una netta preferenza per quello made in Italy, magari acquistato direttamente dal produttore, in azienda o nei mercati contadini di Campagna Amica.

Tra le eccellenze enogastronomiche, secondo Confcooperative, primeggiano anche il tagliere di formaggi e salumi, oltre a vini, prosecchi e spumanti, ma tutto rigorosamente italiano. Così come l’assortimento dell’ortofrutta italiana anche se colpita dalla siccità dell’inverno. Stazionari i consumi di uova di cioccolato, 26 milioni, e di colombe, 21 milioni, entrambe calano di 1 milione complice il caro ingredienti, tra tutti il cacao. Regge poi la tradizione dei dolci regionali: alla pastiera il primato nel carrello dei dolci.

Ottimo, intanto, il dato delle prenotazioni alberghiere. Dall’ultima indagine sulle imprese ricettive italiane, svolta da Isnart per Unioncamere ed Enit, emerge come gli operatori segnalino un tasso di riempimento camere per il periodo pasquale di quasi il 60%. Dato che, a livello di comparto ricettivo solo hotellerie, corrisponde a oltre 670mila camere vendute, per un fatturato stimato in circa 128 milioni di euro.

La tendenza di prenotazioni più consistente è per le mete del turismo “slow” delle aeree interne del Paese, dove si raggiunge oltre il 70% di camere occupate; con una camera su dieci venduta in più rispetto al consuntivo 2024, pare trovare ulteriore conferma l’aumentata visibilità delle destinazioni fuori dai consueti itinerari turistici. Ottimi anche i dati delle prenotazioni nelle città d’arte, nelle località di montagna e nelle destinazioni termali. Appare all’altezza delle aspettative, secondo l’indagine, anche la tendenza di vendita anticipata per i ponti primaverili: rispettivamente del 57% per il Ponte del 25 aprile e del 55% per quello del 1 maggio.

Le festività pasquali e i prossimi ponti rappresentano un momento importante per il nostro Paese, meta di vacanzieri provenienti da tutto il mondo – commenta Ivana Jelinic, amministratrice delegata dell’Enit – i numeri ci danno ragione, l’Italia continua a crescere nei diversi comparti del turismo. La nostra offerta è ricca e variegata, dobbiamo proseguire su questa strada per far conoscere sempre più le meraviglie del made in Italy».

«Un turista su quattro sceglie l’Italia per il buon rapporto qualità/prezzo», sottolinea Loretta Credaro, presidente dell’Isnart – e tuttavia, sono molte le imprese della filiera che, nonostante l’inflazione spinga verso l’alto i costi di gestione, stanno investendo in servizi sempre più personalizzati, per cogliere nuove opportunità di mercato, si pensi ai cicloturisti e alla crescita del wellness, e mirare alla domanda alta di gamma, disposta a pagare per un’offerta di qualità».

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