25 aprile. Non è una data, è una domanda. Che cosa avresti fatto tu, nel 1943?

venerdì, 25 Aprile 2025
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Mio nonno partì col Regio Esercito e risalì l’Italia da Sud per liberarla. Suo fratello, invece, venne rastrellato dai tedeschi a Bolzano il giorno dopo che mio nonno partì in licenza. Finì nel campo SOD*, quello dimenticato per anni, in via Resia. Nessun libro di scuola parla di cosa accadde veramente a Bolzano.
L’altro nonno lavorava sotto le bombe alle Acciaierie di Bolzano, trafficava nel mercato nero e aiutava (quando poteva) i pochissimi partigiani locali. Fu picchiato dopo un turno di lavoro perché non fece il saluto romano.
Fu beccato a rubare in stazione, due militari tedeschi giovani lo guardarono… e lo lasciarono andare. Chissà perché.

Sua moglie, mia nonna Maria, magliaia e lavoratrice durante la guerra. Sua sorella fu rastrellata dalla solita SOD (perché italiana) e rispedita a Padova (scampò al campo di sterminio) dove morì giovanissima di tubercolosi.

Uno zio aderì alla RSI. Era presidente della Canera di Commercio di Bolzano, laureato. In classe con Silvius Magnago. Ci credeva, era nato nel Ventennio, non conosceva altro. Non lo giustifico, ma non lo insulto: lo studio.
Un prozio, invece, si nascose a Padova dopo l’8 settembre. Un altro ancora finì in un campo in Germania e tornò che non era più lui.

A casa mia mi hanno insegnato che la libertà è anche capire il peso delle scelte degli altri. Che non tutti furono partigiani, e che non tutti i gli altri furono mostri. Che non si può raccontare la Resistenza come fosse un videogioco in bianco e nero.

E allora oggi, mentre i soliti si azzuffano sui social a colpi di slogan, io voglio ringraziare chi – da una parte e dall’altra – ha cercato solo di restare umano, e magari anche di tornare a casa.
Perché, a modo loro, resistettero tutti. Alla morte, alla fame, alla paura.
E io, da persona di sinistra (che non s’attacca solo a canzoni del 1964, mai cantate in guerra, come ricordava Giorgio Bocca), so che non basta una bandiera per essere dalla parte giusta: serve coscienza, studio, umanità.

Buon 25 aprile.
Solo una domanda da onorare: e tu, cosa avresti fatto?

*Il Südtiroler Ordnungsdienst (originariamente Sicherungs- und Ordnungsdienst, abbreviato SOD, letteralmente “Servizio d’ordine del Sudtirolo” in tedesco) fu un’organizzazione ausiliaria parapoliziesca nazista attiva tra il 1943 e il 1944 in Alto Adige, durante l’occupazione tedesca.

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