“Lo studente sospeso non se ne starà più a casa a giocare alla Playstation. Resterà a scuola, studierà e in più dovrà fare lavori di cittadinanza solidale”, è questo il cuore dei provvedimenti per la scuola presentati dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara nel corso del Consiglio dei Ministri del 30 aprile. Il pacchetto, che tocca scuola, educazione e sicurezza, introduce una stretta sui comportamenti violenti, ridefinisce le regole per l’educazione sessuale e interviene in difesa del personale scolastico sempre più esposto ad aggressioni.
“Il principio è più scuola, non meno scuola”, ha spiegato Valditara. “Sino ad oggi cosa succedeva? La sospensione, fino a 15 giorni, permetteva allo studente di stare a casa, praticamente abbandonato al suo destino. Anzi, spesso ne era persino felice, perché se ne stava a casa a giocare con la Playstation o andava a tirare calci al pallone con gli amici. Invece cambia tutto: fino a due giorni lo studente resta a scuola, studia, ma in più deve riflettere, scrivere e approfondire i motivi della sua condotta”.
Chi viene sospeso, infatti, dovrà presentare un elaborato critico per essere riammesso all’anno scolastico: “Lo studente dovrà affrontare un esame di riparazione – per usare una terminologia un po’ antica – e presentare un elaborato sui temi valoriali connessi al comportamento tenuto. Dovrà dimostrare di aver compreso perché quel comportamento è giudicato negativamente dalla comunità, anche alla luce dei principi costituzionali e con approfondimenti di tipo storico e culturale”.
Ma la misura più innovativa riguarda la sospensione dai tre ai quindici giorni: “In quei casi scatteranno obbligatoriamente le cosiddette attività di cittadinanza solidale. Gli uffici scolastici regionali dovranno individuare enti caritatevoli, assistenziali, del terzo settore o pubblici in cui svolgere attività utili: servire alla mensa dei poveri, dare una mano in un ospedale, aiutare in una casa di riposo. Se non si individuano enti esterni, allora si dovrà lavorare nella scuola, ad esempio mantenendo pulito il giardino”.
Infine, il ministro ha ricordato che alcune misure sono già in vigore: “La legge approvata il primo ottobre è già in parte attuata. Il voto di condotta alle medie fa media e può portare alla bocciatura. Alla maturità, senza almeno nove nei tre anni precedenti, il voto finale sarà penalizzato. E ci sarà una tesi da discutere anche sulla condotta”.
Scuola Valditara pugno duro per difendere docenti: “Arresto per chi li picchia”
Un altro tema centrale del decreto è la lotta alla violenza contro gli insegnanti, che secondo Valditara è ormai un’emergenza nazionale: “Modifichiamo l’articolo 380 del codice di procedura penale, prevedendo l’arresto obbligatorio in flagranza – e attenzione: anche in quasi flagranza – in caso di lesioni personali a danno di docenti e dirigenti scolastici. Non si tratta di semplici aggressioni verbali. Si tratta di violenza fisica”.
A questa misura si aggiunge l’aggravamento delle pene previsto dall’articolo 583 quater: “Faccio un esempio concreto: oggi per le lesioni lievi la pena va da sei mesi a tre anni. Con la nostra modifica passerà da due a cinque anni di reclusione. Una norma simile è stata già prevista per il personale sanitario, ma voglio ricordare che il personale scolastico, dopo quello sanitario, è il più colpito da aggressioni in tutta la pubblica amministrazione”.
Il ministro ha poi denunciato un preoccupante cambio di tendenza: “Mentre nel 2022-2023 la maggioranza delle aggressioni veniva da studenti, dal 2023-2024 e ancor più nel 2024-2025 sono soprattutto i genitori a picchiare docenti o dirigenti. Vi cito un caso per far capire la gravità: a Roma una docente è stata stalkerizzata dai genitori di un alunno. È arrivata al punto di farsi scortare a casa dai colleghi. Alla fine, i genitori si sono presentati a scuola con un bastone e l’hanno presa a bastonate”.
Consenso informato per attività nella sfera dello studio alla sessualità
Non meno significativa la parte del decreto dedicata all’educazione sessuale e alla libertà educativa delle famiglie. Valditara ha voluto sgombrare il campo dalle polemiche: “Stiamo parlando della sfera della sessualità, non della sfera dell’etica, della moralità o di quello che si legge in giro sul web. L’etica qui non c’entra assolutamente nulla”.
Il provvedimento stabilisce che per tutte le attività extracurricolari o di ampliamento dell’offerta formativa sui temi della sessualità, le scuole dovranno ottenere consenso informato scritto dai genitori, con dettagli su contenuti, materiali, soggetti coinvolti e finalità. E dove i genitori negano il consenso? “La scuola deve garantire obbligatoriamente un’attività formativa alternativa”.
Inoltre, solo esperti qualificati potranno trattare questi argomenti: “I soggetti esterni che tengono questi corsi devono avere requisiti scientifici o accademici. Niente improvvisazioni”. Nelle scuole dell’infanzia e primarie, il campo si restringe ulteriormente: “Possono essere affrontati solo i temi previsti dalle indicazioni nazionali: biologia, corpo umano, riproduzione, evoluzione biologica”.
Valditara chiude con una visione: una scuola più autorevole, educativa, legata alla comunità. Una scuola che non espelle, ma ricostruisce il legame tra responsabilità e formazione. E lo fa imponendo regole chiare, trasparenza nei rapporti con le famiglie, e tutela di chi ogni giorno lavora dietro una cattedra.



