Concertone Primo Maggio, 100 mila in piazza: pagelle e il racconto dal backstage | Video

venerdì, 2 Maggio 2025
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Il Concertone del Primo Maggio è tornato nella sua storica cornice di Piazza San Giovanni a Roma, richiamando  100 mila persone in una giornata all’insegna della musica, dei diritti e dell’impegno sociale. Noi di Lo Speciale abbiamo vissuto l’evento dal backstage, raccogliendo emozioni, testimonianze e – come da tradizione – stilando le nostre pagelle degli artisti più acclamati.

Concertone Primo Maggio, le pagelle: pubblico in delirio per Achille Lauro, Giorgia, Ghali ed Elodie

Una line-up da Sanremo bis, l’hanno definita in molti, ma dietro c’era una scelta ben precisa del direttore artistico Massimo Bonelli: intercettare il pubblico giovane con i nomi più amati del momento. Niente ospiti internazionali o rockstar alla Vasco Rossi: il palco è tutto italiano e fortemente contemporaneo.

Re assoluto della serata è stato Achille Lauro. Già dalle prove aveva catturato l’attenzione, ma è stato durante la suite live (aperta con Incoscienti Giovani, passata per Amor – dedicata a Roma – e chiusa con Amore Disperato) che ha mandato in visibilio le fan accampate in piazza dall’alba per un posto sotto al palco.

Regina, manco a dirlo, Giorgia. La voce più potente e intensa del panorama italiano ha regalato un medley emozionante con Il mio giorno migliore, Gocce di memoria, Tu mi porti su e La cura per me, con cui da molti è stata indicata come la vincitrice mancata di Sanremo. Standing ovation e look da diva, con una padronanza scenica che conferma la sua seconda giovinezza artistica.

Molto atteso Ghali, con voci di un possibile intervento pro Palestina. Ma è stato il pubblico ad agire: durante Casa Mia, nelle prime file è apparsa una bandiera palestinese e un invito al referendum. Coincidenza o gesto organizzato? Poco importa: la sua è stata tra le performance più applaudite.

Elodie, romana doc, ha dominato la scena con sensualità e coreografie mozzafiato. È stata quella a sfruttare al meglio l’ampio palco grazie al corpo di ballo che lo ha riempito. La sua Mi ami mi odi ha infiammato la piazza, mentre la carriera da attrice la proietta già verso Cannes, dove sarà protagonista di Fuori di Mario Martone.

Il momento più controverso lo hanno portato I Patagarri: il gruppo ex X-Factor ha cantato Hava Nagila, tradizionalmente ebraica, urlando poi “Palestina Libera”. Scelta che ha acceso i social e indignato la comunità ebraica, che ha parlato di “spettacolo indegno”.

  1. Un commento a parte lo merita la scelta di mandare in onda il video di Papa Francesco sulla sicurezza sul lavoro: “A volte sembra di sentire un bollettino di guerra. Questo accade quando il lavoro si disumanizza e anziché essere uno strumento con cui l’essere umano realizza se stesso, mettendosi a disposizione della comunità, diventa una corsa esasperata al profitto. E questo è brutto. La sicurezza sul lavoro è come l’aria che respiriamo. Ci accorgiamo della sua importanza solo quando viene tragicamente a mancare ed è sempre troppo tardi. Siamo esseri umani e non macchinari, persone uniche e non pezzi di ricambio“, parole che hanno raccolto l’ovazione di Piazza San Giovanni nel ricordo ancora vivissimo del pontefice.

L’aria nel backstage

Il backstage sul retro del palco è stato mai come quest’anno scarico. Uno dei peggiori per la schermatura degli artisti inavvicinabili e per la mancanza totale di momenti di divertimento per gli invitati. Pochissimi spazi per la stampa, una connessione pessima con i giornalisti gettati in mezzo alla piazza per vedere le esibizioni da palco e non in uno schermo.

Tra le band e gli emergenti che hanno animato il backstage, poche tracce dei big, blindati nei loro passaggi istituzionali per Radio 2. Giorgia e Achille Lauro non si sono fatti vedere neppure li, mentre noi de Lo Speciale ha raccolto le impressioni di Leo Gassmann (che ha aperto il concertone con Bella Ciao), Marco Conidi de L’Orchestraccia, Carl Brave, il maestro Enrico Milozzi e i Cosmonauti Borghesi, che hanno lanciato un messaggio forte sulla sicurezza sul lavoro.

Il messaggio dei segretari di CGIL, CISL e UIL

Tema centrale di quest’anno è stata la sicurezza sul lavoro, con parole forti dai segretari Bombardieri, Fumarola e Landini.

Pierpaolo Bombardieri (UIL) ha parlato della necessità di sostenere le famiglie delle vittime come si fa per quelle di mafia. “È un passo avanti che la premier abbia fatto una proposta invece del solito decreto. Ora serve un confronto vero. L’assunzione di ispettori, i controlli, la procura speciale, l’introduzione del reato di omicidio per violazione delle norme sono tutte azioni indispensabili”.

Daniela Fumarola (CISL)  al suo primo Concertone: “Questa scia di sangue va interrotta. Serve un patto di responsabilità tra governo e parti sociali. L’educazione alla sicurezza deve iniziare già a scuola. Il luogo di lavoro dev’essere un posto dove si costruisce il proprio futuro, non si rischia la vita ogni giorno”.

Infine Maurizio Landini (CGIL) ha citato Papa Francesco: “Serve una rivoluzione culturale contro la mercificazione del lavoro. Si muore perché la sicurezza è vista come un costo. Per questo vogliamo cancellare le leggi sulla precarietà con i referendum dell’8 e 9 giugno”.

Un Primo Maggio di musica, memoria e mobilitazione. E la piazza, ancora una volta, ha risposto presente per quello che si conferma uno degli eventi live partecipati gratuiti più seguiti in assoluto .

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