La cerimonia dei David di Donatello 2025 ha incoronato i migliori protagonisti del cinema italiano, celebrando talento, impegno e una nuova sensibilità narrativa. A dominare la serata è stato Vermiglio di Maura Delpero, che ha conquistato ben sei premi, tra cui quelli per Miglior Film, Miglior Regia e Migliore Sceneggiatura Originale. Un exploit che segna anche un punto di svolta: Delpero è la prima donna a vincere il David per la regia in oltre vent’anni, dando voce a un cambiamento ancora in divenire, ma ormai inarrestabile.
Riconoscimenti importanti anche per L’arte della gioia, che ha premiato Tecla Insolia come Migliore Attrice Protagonista e Valeria Bruni Tedeschi come Migliore Non Protagonista, e per Berlinguer – La grande ambizione, che ha visto trionfare Elio Germano come Miglior Attore. L’esordio di Margherita Vicario con Gloria! ha colpito la giuria e il pubblico, portando a casa i David per Miglior Esordio alla Regia, Migliore Colonna Sonora e Migliore Canzone Originale.
Non sono mancati premi ai grandi maestri: Pupi Avati ha ricevuto il David alla Carriera, mentre Ornella Muti, assente per motivi di salute, e Timothée Chalamet, al primo red carpet con la fidanzata Kylie Jenner, sono stati insigniti del David Speciale. Il Premio Cinecittà David 70 è andato a Giuseppe Tornatore.
David di Donatello 2025, le interviste a Maura Delpero ed Elio Germano
Con le mani piene di statuette e la voce ancora rotta dall’emozione, Maura Delpero ha raccontato a Lo Speciale la fatica e la gioia dietro Vermiglio: “Ci è voluta tanta forza, anche fisica, perché abbiamo lavorato in montagna. È stata una soddisfazione enorme. Mi sento sballottata, ma ovviamente felicissima”.
Interpellata sul significato storico della sua vittoria come prima donna a vincere il David per la regia, ha commentato con lucidità: “È una piccola rivoluzione, sì. Ma anche una brutta notizia. Essere la prima fa riflettere. Quando sono stata nominata ai Golden Globes mi hanno detto che era da 50 anni che una donna italiana non veniva candidata. Sono numeri che fanno vergognare. Ma sento che qualcosa sta cambiando. E spero che presto non dovremo più dire ‘ci sono tante donne’. Vorrei che fosse normale”.
Delpero ha rivelato anche i suoi prossimi passi: “Abbiamo aperto una casa di produzione per poter realizzare progetti complessi, senza troppi compromessi. Sto cercando di uscire dalla promozione di Vermiglio per ritrovare concentrazione e capire quale sarà la mia prossima priorità emotiva”.
Elio Germano invece ha provato ad andare via in sordina dalla cerimonia, ma intercettato da Lo Speciale ha dedicato il suo premio per Berlinguer – La grande ambizione al film stesso e al suo significato: “Viva il film, viva la grande ambizione. Speriamo che la gente lo guardi e continui a guardarlo”.
Sollecitato sul ruolo delle sale cinematografiche, alla luce anche dell’appello del Presidente Mattarella, Germano ha espresso un pensiero profondo e critico: “Aiutare le sale vuol dire aiutare la cultura. E aiutare la cultura è importante come sostenere la sanità o la scuola. Purtroppo in Italia queste tre cose vengono spesso svendute, affidate ai privati, lasciate alla logica del profitto. Così chiudono i cinema, perché non fanno incassi e nessuno li sostiene”.
Un monito, il suo, che guarda al futuro con responsabilità politiche evidenti: “Se i nostri soldi vengono usati per armarci, non saremo mai sereni. Puntiamo invece sull’istruzione, sulla sanità, sulla cultura. Solo così si costruisce un paese migliore”.



