A pochi giorni dall’elezione di Papa Leone XIV, iniziano a delinearsi i primi scenari legati all’agenda diplomatica del nuovo Pontefice. Tra i dossier più sensibili figura anche un possibile incontro con il senatore statunitense J.D. Vance, che potrebbe avvenire lunedì il giorno seguente all’intronizzazione prevista per domenica a San Pietro.
A confermare che qualcosa si sta muovendo è stato il Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, che, a margine di un evento all’Augustinianum di Roma, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se l’incontro fosse già stato fissato: “Non lo so. Il problema è che ci sono tante delegazioni e i tempi sono molto stretti, quindi si tratterà di vedere se c’è spazio. Immagino che Vance abbia il desiderio di incontrare il Papa”.
Papa Leone XIV e l’incontro con Vance, ecco perché è in dubbio
Secondo Parolin, la macchina organizzativa è in movimento, ma con margini di incertezza legati al protocollo e alla densità degli impegni: “Probabilmente il protocollo sta lavorando in questo senso, ma non ho notizie dell’ultima ora”, ha aggiunto il cardinale, lasciando intendere che tutto dipenderà dalla logistica delle prossime ore.
L’eventuale colloquio tra il nuovo Papa e il senatore dell’Ohio potrebbe rappresentare un primo segnale di apertura verso una fase di dialogo più stretto con gli Stati Uniti, in un contesto globale attraversato da tensioni e sfide complesse. L’interesse del Vaticano per i rapporti con Washington, infatti, non è mai venuto meno, specie su temi come la pace, la libertà religiosa e la tutela della vita.
Parolin sui colloqui di Istanbul fallimentari
Nel corso dell’incontro, il cardinale Parolin ha anche espresso preoccupazione per la situazione in Ucraina, definendo “tragico” il fallimento dei colloqui di pace tenutisi a Istanbul. “Si sperava – ha spiegato – che potesse avviarsi un processo, magari lento ma costruttivo, verso una soluzione pacifica del conflitto. Invece ci ritroviamo di nuovo al punto di partenza”. Il Segretario di Stato ha ribadito la disponibilità della Santa Sede a offrire il proprio contributo: “Il Papa ha offerto una mediazione concreta, mettendo a disposizione la Santa Sede come luogo d’incontro per le parti. Non si tratta di imporre nulla, ma di favorire uno spazio di dialogo, con la discrezione che situazioni così delicate richiedono”.
La crisi dell’obolo dei fedeli
Parolin ha poi lanciato un appello accorato ai fedeli, sollecitando un rinnovato senso di responsabilità nei confronti del sostegno economico alla Chiesa. “Come Segreteria di Stato – ha chiarito – non ci occupiamo delle finanze, perché c’è stata una divisione netta di competenze. Tuttavia, non possiamo ignorare il grido d’allarme che arriva dagli organismi economici, soprattutto a causa della diminuzione delle offerte, come l’Obolo di San Pietro. Speriamo che i fedeli comprendano l’importanza di questo gesto, che è una forma concreta di partecipazione al governo della Chiesa”.



