Tutto il mondo invoca la pace, ma Putin non si piega, almeno per il momento. Per la terza notte consecutiva una pioggia di missili e droni russi si è abbattuta sull’Ucraina. Donald Trump sembra ormai politicamente disarmato, così ieri, piccato, ha commentato: «Putin è impazzito, lancia missili e droni contro le città ucraine per nessuna ragione, e ciò dimostra che è completamente impazzito. Vuole conquistare tutta l’Ucraina, ma se lo fa porterà alla caduta della Russia».
Per tutta risposta, dal Cremlino è giunta una flemmatica risposta: «Mosca è grata agli americani per gli sforzi diplomatici – ha commentato Peskov», spiegando che in questo momento cruciale per i negoziati c’è un sovraccarico emotivo di tutti. «Ma i bombardamenti sull’Ucraina – ha aggiunto – sono necessari per garantire la sicurezza della Russia, perché si tratta di ritorsioni ai massicci attacchi di droni ucraini contro infrastrutture civili. In ogni caso – ha aggiunto – il processo di pace in Ucraina è complesso e, naturalmente, c’è bisogno di tempo. È chiaro che vorremmo che tutto avvenisse più presto, ma la materia relativa alla soluzione delle cause di fondo del conflitto ucraino è così complessa che c’è bisogno di tempo. Il lavoro procede».
La Russia sta lavorando alla preparazione di un memorandum sull’Ucraina che includerà diversi aspetti, come i principi dell’accordo, i tempi del potenziale accordo di pace e l’eventuale cessate il fuoco per un certo periodo di tempo qualora vengano raggiunti accordi pertinenti. «Non appena sarà redatto il memorandum – dicono al Cremlino – sarà presentato a Kiev. Speriamo che la parte ucraina stia svolgendo un lavoro simile e che condividerà con noi le sue opinioni non appena riceverà il documento dalla Russia». Ma per molti il memorandum in preparazione è una sorta di tela di Penelope, serve solo per guadagnare tempo.
Chi non vuole aspettare è l’Unione europea, per la quale «Mosca non è interessata alla pace. Stiamo lavorando a sanzioni che possano davvero paralizzare l’economia russa», ha sottolineato una portavoce di Bruxelles. Mentre Trump, alla domanda se pensi a introdurre nuove sanzioni, si è limitato a dire che ci sta “certamente” pensando e che potrebbero scattare nel corso della settimana.
Arrivano intanto nuove armi all’Ucraina. La Svezia fornirà aiuti militari all’Ucraina per un valore di 4,8 miliardi di corone, pari a 443 milioni di euro. Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Stoccolma. «Questi stanziamenti renderanno le forze armate ucraine e l’industria della difesa più forti nella loro difesa contro la Russia», ha affermato il ministro della Difesa Pal Jonson. Così anche l’Olanda. Il ministro della Difesa olandese, Ruben Brekelmans, ha assistito alla partenza dalla base aerea di Volkel degli ultimi 24 jet F-16 promessi dai Paesi Bassi all’Ucraina. «A causa dei quotidiani attacchi aerei russi, gli F-16 sono di vitale importanza per l’Ucraina. Aiutano a tenere a bada l’aggressione russa, anche per noi», ha affermato il ministro in una nota. Brekelmans ha elogiato l’adattamento «a velocità record» dei piloti e dei tecnici ucraini a questi caccia e ha ricordato che questi aerei «hanno già salvato vite» abbattendo missili da crociera e droni.
La Turchia intanto stringe per i negoziati: «È stata molto importante la scelta di Istanbul da parte della Russia per i colloqui diretti con l’Ucraina». Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, durante un incontro a Mosca con l’omologo russo, Serghei Lavrov, dopo che il 16 maggio si sono tenuti nella città sul Bosforo i primi colloqui diretti dal 2022 tra Mosca e Kiev che hanno portato a un’intesa per lo scambio di duemila prigionieri di guerra. «Le relazioni Turchia-Russia stanno procedendo in modo sano sulla strada tracciata dai nostri leader. Le relazioni radicate tra Turchia e Russia svolgono un ruolo importante nella nostra regione», ha aggiunto Fidan, che ieri ha visto a Mosca anche il presidente Vladimir Putin.



