Gaza, dopo l’informativa di Tajani è scontro politico in vista del 7 giugno: interviste a maggioranza e opposizione | Video

giovedì, 29 Maggio 2025
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Giovanni Donzelli
Giovanni Donzelli

All’indomani dell’informativa alla Camera del ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla crisi a Gaza, duramente criticata da ampi settori dell’opposizione, e a pochi giorni dalla manifestazione nazionale promossa da Alleanza Verdi Sinistra, PD e M5S per il 7 giugno, a Montecitorio si infiamma il confronto politico. Lo Speciale ha raccolto le opinioni di esponenti dei principali partiti politici, che si trovano molto distanti specie per quanto riguarda le sanzioni da mettere in campo contro il governo israeliano, che dalla maggioranza viene ancora ritenuto un partner strategico.

Gaza scontro politico, maggioranza critica verso Israele ma compatta nel no a sanzioni

Da Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli ha condannato con fermezza quello che definisce un pericoloso cortocircuito tra la legittima critica al governo israeliano e l’attacco alla comunità ebraica italiana. “Mescolare le due cose è di una gravità incredibile”, ha detto, “perché non è che uno, in base alla religione, è colpevole di responsabilità prese da altri. Le parole che ho sentito alla Camera nei confronti della comunità ebraica italiana sono gravissime, oltre la porta dell’abisso”. Per Donzelli, è possibile condannare il coinvolgimento dei civili e criticare Netanyahu, ma senza tirare in ballo gli ebrei italiani, che “non c’entrano niente”.

Interpellato anche sulla possibilità di rivedere il memorandum militare tra Italia e Israele, Donzelli ha parlato di “falsità incredibili” circa una presunta fornitura di armi italiane a Tel Aviv. Ha sottolineato che “il raggiungimento della pace in Medio Oriente è un obiettivo importante che non si raggiunge con il tifo e la guerra alla guerra”, bensì con la diplomazia, il coinvolgimento delle nazioni arabe moderate, l’isolamento di Hamas e il rispetto dei diritti umani. “Non bisogna innalzare la tensione, ma lavorare a una de-escalation a tutela dei civili di Gaza e degli ostaggi israeliani ancora tenuti da Hamas”. Quanto alle sanzioni, “devono essere valutate dagli organismi internazionali, in modo serio, non strumentalizzate per campagne d’odio”.

Sulla stessa linea Riccardo Molinari della Lega, che ha ribadito il posizionamento del governo italiano “a fianco di Israele, partner strategico e baluardo di democrazia”. Pur riconoscendo che “la risposta militare legittima sta portando a una carneficina”, Molinari ha precisato che “non bisogna sconfinare nel negare il diritto di Israele di difendersi o nel legittimare Hamas, che va cancellata”. Le vittime civili, secondo il capogruppo leghista, sono tragicamente numerose ma la responsabilità primaria ricade su Hamas, che “usa civili come scudi umani”.

Anche Forza Italia, con Alessandro Cattaneo, respinge le critiche dell’opposizione. “C’è una strumentalizzazione della sinistra. L’Italia si è mossa in modo serio ed equilibrato, Tajani ha anche criticato Netanyahu”. Cattaneo ha ricordato l’iniziativa “Food for Gaza” come segno tangibile dell’impegno italiano. Sulla manifestazione del 7 giugno, ha lanciato un appello alla responsabilità: “Espone il fianco a infiltrazioni antisemite. La comunità ebraica si sente meno sicura, anche a Roma. Questo è inaccettabile. Guardate cosa sta succedendo a Liliana Segre, ricoperta di insulti anche da certa sinistra. La responsabilità della piazza ricade su chi l’organizza”.

Opposizione durissima: “Inaccettabile sentirsi definire antisemiti per aver convocato la piazza”

Dall’opposizione, le parole più dure sono arrivate da Nicola Fratoianni (AVS), tra i promotori della manifestazione del 7 giugno. “Continueremo a chiedere al governo che dica e faccia qualcosa. Il silenzio si trasforma ogni giorno di più in complicità con lo sterminio, la pulizia etnica, il genocidio del popolo palestinese. Non è più accettabile che il governo si schieri dalla parte sbagliata della storia”. Fratoianni ha respinto come “insultanti e infondate” le accuse di ambiguità nella piattaforma della manifestazione, sostenendo che le condanne ad Hamas del 7 ottobre sono chiaramente espresse nel testo. “Chi dice il contrario fa un lavoro sporco per conto della destra”.

Sull’eventualità che bandiere israeliane non siano ben accolte in piazza, Fratoianni ha replicato: “Accuse ridicole. Non sono mai stato contro nessuna bandiera. Ho chiesto di sventolare quella palestinese perché oggi è la bandiera di uno Stato negato. Ma ognuno può fare ciò che ritiene opportuno. Accusare chi convoca la manifestazione di essere contro gli ebrei è inaccettabile”.

Dello stesso tono l’intervento di Marco Furfaro (PD), che ha ricordato come episodi di antisemitismo riguardino “proprio la maggioranza, visto che dalle loro organizzazioni giovanili sono partite minacce anche verso la nostra segretaria. Prima di guardare alla piazza dell’opposizione, si guardino in casa propria”. Furfaro ha aggiunto che il vero problema è “l’imbarazzo a pronunciare la parola Netanyahu associata a crimini di guerra”.

Più istituzionale il commento di Piero De Luca, anche lui del PD: “Ogni episodio di antisemitismo va condannato con forza, senza se e senza ma. Ma noi saremo in piazza per ribadire il nostro totale dissenso verso il governo Netanyahu, che non rappresenta Israele, ma un esecutivo di estrema destra che sta compiendo scempi quotidiani. Non si può rispondere al barbaro attacco del 7 ottobre con violenze sistematiche contro civili, donne e bambini”.

Infine, da Azione, Matteo Richetti ha spiegato perché il suo partito ha scelto di promuovere una manifestazione autonoma, prevista per il 6 giugno, separata da quella del giorno successivo. “Abbiamo provato a interloquire con AVS, PD e M5S per un momento unitario, ma ci è stato risposto: questa è la piattaforma, prendere o lasciare. Noi non rinunciamo a dire che Netanyahu va condannato fermamente e che il riconoscimento dello Stato di Palestina è necessario. Ma serve anche una condanna chiara dell’antisemitismo. Gli ebrei italiani non hanno nessuna responsabilità per quanto accade. Si può dire ‘fermate lo sterminio di Gaza’ senza prestarsi ad ambiguità pericolose”. Richetti ha ricordato le parole di esponenti come Liliana Segre o Emanuele Fiano, “che si vergognano del governo Netanyahu ma tracciano una linea netta contro ogni rigurgito antisemita”.

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