Per la terza volta, i servizi di sicurezza di Kiev hanno colpito il ponte di Crimea, impiegando esplosivi sottomarini.
A seguito dell’offensiva ucraina che ha comportato la distruzione dei bombardieri russi, l’ex presidente Medvedev ha definito “inevitabile” la vendetta: “A tutti coloro che sono preoccupati e si aspettano una punizione, fate bene: la punizione é inevitabile”, ha scritto sul suo canale Telegram. “Tutto ciò che dovrebbe esplodere esploderà sicuramente e coloro che dovrebbero essere sterminati spariranno”, ha minacciato il politico.
Intanto, nell’appuntamento per i negoziati di pace a Istanbul, la Russia ha rifiutato categoricamente un cessate il fuoco incondizionato, avanzando pretese durissime per porre fine alle ostilità.
Nello specifico, la delegazione russa ha richiesto la ritirata delle truppe ucraine dalle quattro regioni parzialmente occupate o, in alternativa, la smobilitazione e la fine degli aiuti militari stranieri.
Zelensky ha reagito appellandosi a Donald Trump affinché adotti sanzioni contro la Russia per forzarla a cessare i combattimenti. Tutto pare essere stato rimandato a un nuovo vertice, ancora da fissare. Il presidente statunitense, secondo la Casa Bianca, si é detto disponibile a tenere colloqui di pace a tre in Turchia con Zelensky e Putin.



