Trump richiama Israele sull’Iran e l’Egitto blocca la marcia verso Gaza

giovedì, 12 Giugno 2025
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L’inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, ha avvisato i senatori repubblicani che in caso di attacco da parte di Israele, le conseguenze dell’Iran potrebbero essere sanguinose e causare molte vittime.

Lo ha riferito Axios, le cui fonti hanno affermato che il contrattacco dell’Iran potrebbe abbattere le difese israeliane e causare danni molto gravi.
Witkoff presenzierà al sesto round di negoziati con Teheran, in programma domenica.
Il presidente americano aveva precedentemente affermato, rispondendo al quesito su un eventuale raid di Israele contro i siti nucleari della Repubblica islamica, che “un attacco contro l’Iran è possibile” precisando di voler “evitare il conflitto con Teheran” e aggiungendo che “l’accordo sul nucleare è vicino ma si devono impegnare di più nei negoziati” e che “Tel Aviv non deve attaccare ora”.
Mike Hakaby – ambasciatore statunitense in Israele – ha affermato in un intervista di considerare improbabile che Israele attacchi l’Iran senza il via libera da parte degli Usa, chiarendo però che la decisione resta nelle mani di Israele.  

Nel frattempo, l’Egitto ha comunicato di non autorizzare la marcia pacifica verso Gaza, alla quale avevano aderito ben 54 paesi. La marcia sarebbe dovuta approdare al valico di Rafah il 15 giugno.
Secondo quanto appreso, gli organizzatori italiani erano stati già informati della decisione dell’Egitto. Lo hanno riferito diverse fonti, tra cui Ansa. La comunicazione sarebbe stata 
inoltrata tramite posta elettronica.
Allo stesso modo, gli organizzatori erano stati esortati a mettere in guardia i partecipanti sui possibili rischi.
Sul sito della Farnesina si legge: “il Sinai del Nord è un’area soggetta a statuto militare, con ingressi possibili solo dietro specifica autorizzazione delle Autorità egiziane. Le Autorità egiziane hanno comunicato ufficialmente che non potranno garantire misure di sicurezza adeguate e pertanto non autorizzeranno l’accesso alla penisola del Sinai alle persone aderenti all’iniziativa Marcia verso Gaza”.

In queste ore, si sono verificati parecchi arresti ed espulsioni. Gli attivisti internazionali della “Global March verso Gaza” sono stati prelevati dagli alberghi, scortati in aeroporto e formalmente espulsi dall’Egitto o bloccati all’ingresso.
La portavoce della delegazione italiana, Antonietta Chiodo, ha dichiarato: “È stata una notte difficile per noi e per il nostro legal team. Stiamo parlando di vere e proprie deportazioni. Si tratta di una chiara violazione del diritto internazionale”.
Almeno 15 sarebbero gli italiani fermati al Cairo dalle autorità egiziane. Alcuni di questi sono già stati fatti rimpatriare mentre altri risultano in attesa di essere mandati nuovamente in Italia.

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