Scoperta la vera identità della compagna del finto clochard di Villa Pamphili

giovedì, 19 Giugno 2025
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«E’ mia figlia Anastasia, la sconosciuta di Villa Pamphili»: una donna dalla Russia lo detto a “Chi l’ha visto?”.  La redazione del programma tv è riuscita a contattare una donna che dice di essere la madre della giovane trovata morta a Villa Pamphili. «Si chiama Anastasia ed era andata a studiare inglese a Malta, dove ha conosciuto Rexal Ford”. La mamma l’ha sentita l’ultima volta in videochiamata il 27 maggio. C’era anche l’uomo, che le assicurava di essere una brava persona e di voler mettere su famiglia. Poi una mail del 2 giugno, nella quale la ragazza diceva di avere dei problemi con il suo compagno, ma che stavano cercando di risolverli. Il nome della bambina è Andromeda, anche se successivamente è stata chiamata Lucia.

Avrebbero finalmente un nome la ragazza e la bimba trovate morte a pochi metri, l’una dall’altra, lo scorso 7 giugno a Villa Pamphili. Sullo sfondo, la vita avventurosa e per nulla irreprensibile di Francis Kaufmann, alias Rexal Ford, alias Matteo Capozzi, accusato di omicidio aggravato della compagna e della figlioletta di pochi mesi. Innanzitutto, sembra che fosse una specie di reietto familiare. Una vecchia conoscenza dell’indagato, il cameraman irlandese Paddy Barron, ha raccontato che i genitori pagavano il figlio «come parte di un accordo privato per tenerlo lontano da casa».

Non solo, dopo aver soggiornato a Malta, arrivato in Italia Kaufmann-Capozzi si spacciava per clochard a Villa Pamphili. Un senzatetto sui generis, però. Era un accampato, ma pranzava e cenava nei ristoranti del quartiere, con conti da centinaia di euro. Gran parte delle somme pagate con le sue tre carte di credito gli venivano inviate dai genitori, nell’ordine di cinque o seimila dollari al mese.

Il cameraman irlandese ha spiegato che Kauffman, finto regista, gli aveva chiesto un supporto per girare una commedia. Nei loro scambi di mail si firmava Rex (da Rexal Ford, altro nome farlocco) che ha usato dal 2019. In un primo momento il cameraman aveva creduto al 46enne, per poi capire che si trattava di un «truffatore mantenuto dalla famiglia lontano dagli Stati Uniti».

Le disponibilità economiche dell’uomo sono provate anche dai suoi numerosi spostamenti in giro per il mondo. Dal 2019 ha girato il mondo (Russia, Nuova Zelanda, Islanda, Inghilterra e Malta). Proprio a Malta è possibile che abbia conosciuto la ragazza russa, o russofona, trovata morta a Villa Pamphili e con lei ha abitato per mesi sull’isola, conducendo una vita agiata. E lì sono diventati genitori della bimba. Poi la fuga improvvisa in Italia, dove sono arrivati tramite una barca privata, forse un catamarano, sbarcata in Sicilia. Da lì hanno raggiunto Roma, hanno dormito probabilmente in alcuni b&b riuscendo a non farsi registrare e, infine, si sono accampati a Villa Pamphili.

Secondo il quotidiano Times of Malta, Kaufmann avrebbe vissuto in una casa nella zona di Marsascala dopo aver ottenuto un permesso di soggiorno valido per alcuni mesi. Gli investigatori hanno ascoltato alcuni abitanti della zona, vicini di casa, per ricostruire elementi del vissuto dell’uomo e il possibile rapporto con la donna.

Il californiano, con ogni probabilità assieme alla donna e alla bimba, che lui afferma essere sua figlia, ha lasciato l’isola tra la fine di marzo e i primissimi giorni di aprile. All’inizio di aprile, Kaufmann aveva contattato un’agenzia immobiliare per affittare un appartamento nella Capitale. Gli investigatori sono ora al lavoro per individuare l’abitazione. Si cerca in particolare nel quadrante di Monteverde e nella zona di Gregorio VII, non lontano da Villa Pamphili, diventata teatro di un vero e proprio giallo.

Kaufmann, in carcere in Grecia dopo aver rifiutato l’estradizione, è in attesa della decisione di convalida davanti alla Corte d’Appello di Larissa. In base alla procedura, ci vorranno almeno sessanta giorni: un periodo in cui gli inquirenti sperano di aver fatto chiarezza su quanto accaduto.

Kaufmann, al momento dell’arresto, era in possesso di tre carte di credito e tre Sim telefoniche, l’ultima delle quali acquistata alla stazione Termini. Rifiutando l’estrazione ha detto: «Gli italiani sono mafiosi». In fondo questa ci mancava… 

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