Nasce una piattaforma per salvaguardare la rete indipendente della Capitale.
Tra i settori più colpiti dall’avanzata inarrestabile dell’e-commerce c’è sicuramente quello delle librerie. Negli ultimi anni si è via via perso l’incanto di entrare in una libreria, sfogliare un volume, partecipare a una presentazione o semplicemente chiedere consiglio al libraio. Al posto del consiglio umano, oggi arriva un algoritmo. E con un click, il libro è a casa in 24 ore.
Il risultato? Centinaia di chiusure in tutta Italia, comprese quelle di importanti catene editoriali. Ma nella Capitale c’è chi ha deciso di non arrendersi. È il caso dell’Associazione Librerie di Roma, un’alleanza tra librai indipendenti che lavora da anni per difendere il valore culturale – e sociale – delle librerie di quartiere.
«L’associazione è nata circa sette anni fa e oggi conta trentotto librerie aderenti in diversi municipi della città», racconta Alfredo Catalfo, presidente dell’associazione e titolare della Libreria Efesto nel quartiere Marconi. «All’inizio eravamo oltre quaranta, ma purtroppo anche tra i nostri membri ci sono state delle chiusure».
Oltre a promuovere eventi condivisi e presentazioni, l’associazione sta per lanciare un’importante novità: un’applicazione per smartphone, compatibile con Android e iOS, che permetterà di cercare un titolo all’interno del catalogo condiviso di tutte le librerie associate. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: facilitare la vita a chi cerca un libro e desidera acquistarlo in una libreria di fiducia, vicina a casa o al lavoro.
Molti dei librai coinvolti sono anche piccoli editori. Lo stesso Catalfo, per esempio, guida la Edizioni Efesto, che ha recentemente pubblicato il saggio Un’altra bussola del giornalista Pietro De Leo.
La rete associativa include librerie di ogni tipo: specializzate per bambini, universitarie, generaliste. Alcune sono storiche, veri e propri presìdi culturali cittadini. Come la Libreria Coletti di Borgo Vittorio, tra i principali punti di riferimento romani per la letteratura religiosa e vaticana.
Accanto a questa, spiccano realtà amatissime dai lettori della Capitale: la libreria Fahrenheit a Campo de’ Fiori e la libreria Testaccio in piazza Santa Maria Liberatrice, solo per citarne due. Insieme, queste librerie non solo animano i quartieri con eventi e letture, ma partecipano anche a iniziative internazionali come la festa di Sant Jordi, la celebre giornata catalana dedicata ai libri e alle rose.
Ogni 23 aprile, infatti, anche a Roma si celebra questo appuntamento patrocinato dall’Unesco. Nelle librerie aderenti si possono trovare opere di autori catalani e, per ogni libro acquistato, i lettori ricevono in dono una rosa, seguendo il tradizionale scambio tra libro e fiore. Un gesto semplice, ma potente, che ogni anno riaccende la magia del rapporto tra chi legge e chi i libri li custodisce ogni giorno.
In un’epoca dominata dai colossi del web, le librerie indipendenti di Roma scelgono una strada alternativa: fare rete, innovare e restare vicine alle persone. Con un’app, sì, ma anche con passione.



