Italia-Israele: tremate, tremate le sinistre sono tornate. In realtà è solo un espediente propagandistico per coprire divisioni piuttosto serie. Così va infatti interpretata la mozione unitaria di Pd, M5s e Avs contro la cooperazione militare-tecnologica tra il nostro Paese e lo Stato ebraico presentata con grande enfasi sui media questa mattina.
E già perché tale iniziativa è arrivata, guarda caso, proprio il giorno delle due manifestazioni di Roma contro il riarmo. Il corteo più importante, da Porta San Paolo al Colosseo, sta creando grande imbarazzo a largo del Nazareno. E ciò a causa della mancata adesione ufficiale di Elly Schlein e del Pd. Non saranno comunque pochi gli esponenti piddini che si faranno vedere in mezzo al corteo (l’adesione personale alla manifestazione non è certo proibita), ma ciò non farà altro che aumentare la confusione politica, oltre ad accentuare il crescente distacco tra i vertici del Pd e la base del partito.
Le ragioni del forfait della leader dem all’iniziativa odierna derivano dalle divisioni interne del Pd: Schlein non vuole approfondire il solco che la divide dai riformisti, i quali non sono affatto contrari al piano di riarmo europeo che tanti mal di pancia sta creando nell’opinione di sinistra. È del resto noto, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, che buona parte del notabilato piddino è su posizioni moderate e sostanzialmente atlantiste. E la segretaria vuole evitare pericolose fratture.
Ma, così facendo, la Schlein accentua l’isolamento del suo partito dal resto della sinistra, che è, per larga parte, su posizioni filopalestinesi e anti-Nato. E proprio oggi, con le manifestazioni di Roma, questo isolamento si rende dolorosamente evidente a tutti.
Ecco dunque che la mozione unitaria anti-Israele serve ad attenuare, proprio in questa delicata giornata, le difficoltà di Elly e a dirottare l’attenzione dell’opinione pubblica dalla piazza al Palazzo.
I toni duri del documento di Pd, M5s e Avs sembrano fatti apposta per gratificare la sinistra più radicale. I firmatari della mozione denunciano i «crimini contro l’umanità in corso a Gaza» e i «piani israeliani di annessione coloniale della Cisgiordania». Subito dopo l’opposizione alza il tiro sul governo: «Non lasceremo che l’Italia venga macchiata dalla pavidità di Meloni e i suoi epigoni».
Questo il contenuto specifico della richiesta di Pd, M5s e Avs: la revoca del memorandum d’intesa con il governo israeliano nel settore militare e della difesa nonché la «sospensione di qualsiasi forma di cooperazione militare con Israele».
Va da sé che una simile iniziativa non avrà alcun impatto sulle relazioni tra l’Italia e lo Stato ebraico. L’unico effetto sarà di politica interna e comporterà, almeno nel breve periodo e almeno finché durerà la guerra tra Israele e l’Iran, un ricompattamento nell’opposizione di sinistra al governo.
Né ci saranno da attendersi chissà quali, pirotecnici, dibattiti parlamentari. La mozione andrà calendarizzata e non è dato al momento sapere quando sarà discussa…
Intanto però la Schlein può coprire il suo isolamento a sinistra. E può, soprattutto, rispondere a tutti quei critici che l’accusano di avere una posizione ambigua in politica estera nonché di parlare in modo oscuro su temi delicati.
Questa mozione è al dunque il classico coniglio bianco che esce dal cilindro del mago. Bisognerà però vedere se il candido roditore andrà lontano. Il rischio è che finisca prima o poi tra le fauci di un predatore che potrà cucinarselo alla cacciatora…



