Sale la tensione sul fronte sicurezza e anti terrorismo in Italia. Scattate da ieri sera in tutto il territorio nazionale le misure di sicurezza per siti e obbiettivi sensibili per lo più americani o filo statunitensi. Dopo la notizia degli attacchi israeliani nei territori iraniani e la pronta risposta su Israele è stato convocata una riunione speciale da parte del Viminale. A stabilire lo stato d’allerta generale è stato il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’appuntamento il più alto per la lotta al terrorismo in situazioni di emergenza è stato presieduto al Viminale dal ministro dell’Interno Piantedosi, con la partecipazione delle forze dell’ordine, delle agenzie di intelligence e delle strutture preposte alla cybersicurezza. Dalla riunione di ieri è emerso che arrivano a quota 29mila i siti sottoposti a vigilanza in Italia tra di loro oltre 10mila infrastrutture critiche. Tra questi, circa un migliaio riguardano interessi statunitensi e israeliani. Sono state pertanto subito potenziate le attività di prevenzione e analisi dei rischi per la sicurezza interna, con particolare attenzione alle misure di contrasto al terrorismo. Durante la riunione sono stati presentati gli esiti delle recenti attività investigative e definite le nuove direttrici operative per far fronte ai potenziali impatti sulla sicurezza nazionale derivanti dalla crisi in Medio Oriente e dal deterioramento del quadro geopolitico internazionale. E mentre sale il livello di guardia anche in Italia sul fronte di guerra dopo gli attacchi americani in Iran chiara è la posizione dell’esecutivo nazionale. Tra tutti nitida e ferma la posizione del Ministro della Difesa Crosetto che ribadisce con fermezza che seppur lo scenario geopolitico sia in costante cambiamento e si apre una crisi molto più ampia, è ragionevole attendersi, da parte dell’Iran, una risposta molto più forte, che potrebbe coinvolgere obiettivi americani e interessi occidentali. In questo frangente pur non essendo coinvolta nell’azione militare, l’Italia condivide la necessità di impedire all’Iran di acquisire un’arma nucleare. Crosetto ha sottolineato infine più volte che: “Qualsiasi tentativo di comprometterne i principi deve essere affrontato con lucidità, fermezza e coerenza, nel pieno rispetto del diritto internazionale”.



