Il governo americano ha lanciato un raid mirato in Iran con la finalità di “neutralizzare le minacce ai nostri interessi nazionali”, come affermato dal ministro della Difesa Pete Hegseth, che ha aggiunto: “Questa missione non riguardava e non riguarda un cambio di regime”. Ciò é stato confutato anche dal segretario di Stato, Marco Rubio, che ha categoricamente escluso qualsiasi obiettivo di regime change.
Nel frattempo però, Donald Trump ha parzialmente contraddetto questa linea, pubblicando un post sul social Truth in cui ha affermato: “Non è politicamente corretto usare il termine cambio di regime, ma se l’attuale regime iraniano non è in grado di rendere l’Iran di nuovo grande, perché non non dovrebbe esserci un cambio di regime??? Il MIGA!!!”.
Lindsey Graham, senatore repubblicano, un tempo “hater” di Trump e oggi uno dei suoi più fidati alleati ha incalzato: “Non abbiamo 535 comandanti in capo (ovvero il numero totale dei membri di Camera e Senato), ne abbiamo uno: il presidente”.
Così il senatore ha sostenuto apertamente il presidente americano e stroncato sul nascere qualsiasi tentativo di dissenso interno in quanto, come da lui sottolineato, c’é solo un uomo al comando, ed è Donald Trump. A seguirlo a ruota, anche il senatore del Texas, John Cornyn, che ha affermato: “Decisione coraggiosa e corretta” e Roger Wicker, senatore del Mississippi, che ha assecondato il presidente americano ammettendo si sia trattata di una “decisione corretta, per eliminare una minaccia esistenziale”. Al contrario, il depurato repubblicano del Kentucky, Thomas Massie, ha confessato: “nessuno ci ha interpellato” incolpando la “lobby israeliana”.
Invece, dal lato democratico, la progressista AOC, Alexandria Ocasio—Cortez, ha parlato apertamente di impeachment: “La disastrosa decisione del presidente, bombardare l’Iran, senza autorizzazione è una grave violazione della Costituzione e dei poteri di guerra del Congresso. Ha rischiato impulsivamente di scatenare una guerra che potrebbe intrappolarci per generazioni. È assolutamente, chiaramente, passibile di impeachment”.
Se la vecchia guardia, Nancy Pelosi, Bernie Sanders, Charles Schumer e la nuova leadership, Hakeem Jeffries, ha evitato di parlare di impeachment perché consapevole che la maggioranza repubblicana sia alla Camera sia al Senato al momento non ci sono. Dunque è tutto da vedere.



