Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Minsk, Putin ha etichettato come “sciocchezze” le affermazioni secondo cui l’incremento delle spese militari dei Paesi membri della Nato sarebbe una conseguenza della minaccia russa per l’Alleanza atlantica.
Secondo il leader del Cremlino si tratterebbe di illazioni prive di fondamento. A ciò ha aggiunto che Mosca sta calcolando le sue spese militari prendendo in considerazione solo quello che è necessario per completare “l’operazione militare speciale” in Ucraina. “Questo è ciò che teniamo in considerazione, non piani aggressivi contro Paesi europei e Nato. Noi pianifichiamo di ridurre la spesa, mentre loro di aumentarla”, ha spiegato.
Parlando dell’Occidente Putin ha detto la sua, citando un proverbio biblico proveniente dal Vangelo secondo Matteo: “Vedono la pagliuzza nell’occhio altrui, ma non vogliono vedere la trave nel proprio”.
In parole semplici, l’Occidente si starebbe comportando in maniera ipocrita.
“Sullo sfondo di questa retorica sulla presunta aggressività immaginaria della Russia, stanno iniziando a parlare della necessità di armarsi. I militari vogliono aumentare le spese, che lo facciano pure, ma questo dimostra la loro aggressività”, ha sottolineato il capo del Cremlino.
Al momento, la spesa per la difesa della Russia ammonta al 6,3% del PIL, circa 13,5 trilioni di rubli. Ecco perché, mentre i Paesi della Nato mirano ad aumentarla fino al 5% del PIL, il presidente russo ha annunciato la volontà di ridurla “nei prossimi tre anni”.
“Non c’è ancora un accordo definitivo tra il ministero della Difesa, il ministero delle Finanze e il ministero dello Sviluppo Economico, ma in generale tutti stanno pensando in questa direzione. Al contrario, l’Europa sta pensando a come aumentare le proprie spese”, ha detto Putin.
Nel frattempo, la Russia si é detta “pronta a svolgere il terzo round di colloqui con l’Ucraina a Istanbul”. Il leader russo ha anche evidenziato che i capi delle delegazioni russa e ucraina stanno proseguendo “ i contatti diretti per telefono”, discutendo su “quando si terrà la prossima tornata”.
Vladimir Putin ha poi confessato che i memoranda redatti da Mosca e Kiev volti a porre fine al conflitto sono “ai poli opposti” e che proprio per tale ragione “é necessario negoziare” al fine di giungere ad una soluzione pacifica.
Il leader russo si é poi reso disponibile nel consegnare all’Ucraina le salme di 3.000 soldati ucraini rimasti uccisi nel conflitto – oltre ai 6.000 già consegnati.
Infine, il capo del Cremlino ha elogiato il presidente americano definendolo “coraggioso” e ammettendo di nutrire “profondo rispetto” nei suoi confronti.
Putin ha riconosciuto a Trump “un sincero impegno nel risolvere il conflitto” e ha dichiarato che un meeting con lo stesso é “possibile” ma, ha precisato, “tali incontri devono essere preparati e, sulla base dei risultati, si dovrebbero raggiungere nuovi livelli di cooperazione”.
“In generale, grazie al presidente Trump , le relazioni tra Russia e Stati Uniti stanno iniziando a livellarsi in qualche modo. Non è stato ancora deciso tutto nell’ambito delle relazioni diplomatiche, ma i primi passi sono stati compiuti. Stiamo andando avanti”, ha concluso Putin.



