I caffè letterari dell’estate 2025, organizzati dal Circolo di Lettura ARAS di Roccella Jonica, sono iniziati con il saggio storico e antroposofico “E la luna rispose” di Massimo Bomba e Antonella Sotira Frangipane.
Il 26 giugno nella splendida cornice delle antiche Colonne di porfido egizio prospicienti al mar Jonio, gli autori sono stati accolti ed introdotti dall’Assessore alla cultura e scrittrice, Rossella SCHERL, dalla presidente del Circolo lettura ARAS dott.ssa Caterina COLUCCIO e dalla prof.ssa Maria Celi Campisi.
Numerose le socie del CIRCOLO ARAS e gli amici di infanzia dell’avv. Antonella Sotira, roccellese doc o meglio Amphisyana (nome greco di Roccella) a cui il circolo ha voluto rendere omaggio, iniziando con lei il ciclo estivo dei caffè letterari. Nell’occasione si è reso omaggio alla memoria della prof.ssa Elisa Scali, socia fondatrice del Circolo, di cui anche l’avv. Sotira ha ricordato la sua virtus animi, alla presenza del marito il prof. Fausto Certomà e del sindaco di Roccella Vittorio Zito.
Incontro vivace che ha destato la curiosità del pubblico con molti interventi e domande sugli influssi astrali e sui motti di impresa dei 15 personaggi storici trattati nel saggio. L’Assessore SCHERL ha deliziato il pubblico declamando la favola in rima di La Fontaine, “l’astrologo nel pozzo” con cui gli autori chiudono il libro. Il Maestro Bomba ha donato alla Presidente COLUCCIO una riproduzione del suo dipinto “Exurge Domine”, la mirabile e potente copertina del libro, che racchiude il messaggio principale del libro: l’auspicio che il bene trionfi sul male, specie in questi tempi di guerre e conflitti. Tra le persone presenti anche la N.D. Geltrude Prologo NIUTTA, ex Dirigente del MIBAC, la dott.ssa Marianna CAPPELLERI, dirigente della Procura di Locri, la prof.ssa Maria COLUCCIO Sotira, consigliere della Ass. “Roccella Com’era”; la sig.ra Mirabella Carnà Referente della Diocesi per Stignano, l’avv. Alberto Campisi, la prof.ssa Stefania Pellizzieri, l’avv. Caterina Leuzzi. La prof.ssa Celi, nella sua chiosa finale, ha posto l’accento sulla necessità contemporanea di un ritorno alla lentezza, alla riflessione intuitiva ed alla spiritualità attraverso lo studio dei simboli, dell’antica arte di scrutatio astrale e della analisi delle nostre singole storie, vite personali. “L’eterno bisogno di contatto con il cielo è la prova del fatto che il trascendente fa parte della nostra umanità”.






