Dazi USA – UE, Tajani: “10% è ragionevole, ma non è il mio obiettivo” | Video

martedì, 1 Luglio 2025
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Il rush finale della trattativa sui dazi tra Usa e UE è ormai alle porte, a confermarlo è il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che a margine degli Stati Generali dell’Energia di Forza Italia alla Camera ha risposto ai cronisti. Il titolare della Farnesina ha commentato l’intervista del presidente del PPE Weber, che ha ribadito come Trump non possa maltrattare l’Ue che produce il 22% del PIL globale.

Dazi USA – UE, il video con le parole di Tajani

“Siamo arrivati al rush finale, ci sono varie ipotesi sul campo. Il commissario europeo Maroš Šefčovič sarà nei prossimi giorni a Washington per concludere la trattativa. Mi auguro che possa andare tutto per il verso giusto. Una guerra commerciale non conviene a nessuno, nemmeno agli Stati Uniti, ed è ovvio che bisogna trovare un accordo”, le parole di Tajani.

Il vicepremier ha ribadito che un’aliquota del 10% sui dazi tra Usa e UE può essere considerata una soglia accettabile come già detto da Giorgetti, spiegando: “Il 10% è una percentuale ragionevole, l’ho già detto. Il mio obiettivo è un grande mercato che comprenda Europa, Canada e Stati Uniti. Adesso andiamo avanti con un’azione intelligente”. Il ministro ha espresso fiducia nelle capacità negoziali di Šefčovič: “Credo che il commissario sappia ben negoziare, per la conoscenza che ha della materia e per la sua esperienza. Speriamo di ottenere un accordo che sia positivo per l’Europa e per gli Stati Uniti”.

Il tema dei dazi si intreccia con la più ampia questione della stabilità economica globale. Tajani ha infatti sottolineato come l’inflazione sia alimentata principalmente dall’aumento dei costi energetici, legati ai conflitti in corso: “L’inflazione è provocata soprattutto dall’aumento del costo dell’energia, dovuto a due guerre ai confini dell’Europa. Abbiamo anche una guerra commerciale, quindi è fondamentale continuare ad aiutare le imprese”. Per il ministro, la risposta deve passare anche per la politica monetaria: “Si deve continuare ad abbassare il costo del denaro, perché non è un’inflazione endogena, ma esogena. Bene la Banca Centrale Europea se continuerà, come ha fatto negli ultimi mesi, a ridurre il costo del denaro. Certamente non si può aumentarlo a causa di un’inflazione esterna”.

La prossima settimana la Ucraine Recovery a Roma

Le tensioni sul commercio internazionale, ha aggiunto Tajani, si sommano alle incertezze legate alle guerre in Medio Oriente e in Ucraina, con effetti che pesano sull’economia europea: “Sappiamo bene quello che accade e l’incertezza provocata dalle tensioni commerciali si somma a queste crisi. Sono cause esterne, quindi bisogna agire soprattutto sul costo del denaro”.
Guardando invece alla conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina della prossima settimana a Roma, il ministro non ha ancora confermato la presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ma confermato che potrebbero esserci entrambi e anche numerosi altri leader internazionali: “Il mondo privato deve aiutare l’Ucraina nella ricostruzione. È ovvio che dovremo continuare a lavorare intensamente per sostenere questo Paese da tutti i punti di vista”.

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