Museo Ebraico di Roma fa rivivere l’Antico Ghetto in realtà virtuale | Video

mercoledì, 2 Luglio 2025
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Un viaggio multisensoriale per riscoprire le radici più antiche della comunità ebraica di Roma: il Museo Ebraico inaugura “Bene Romi – Figli di Roma”, un innovativo percorso in realtà aumentata e virtuale che riporta in vita l’atmosfera dell’antico Ghetto così com’era al tempo della sua istituzione nel 1555. Grazie a tecnologie 3D e visori di ultima generazione, i visitatori potranno passeggiare tra vicoli stretti, edifici scomparsi, portoni, abitazioni e le storiche Cinque Scole, le sinagoghe che un tempo formavano il cuore della comunità.

Museo Ebraico l’antico ghetto in vr, le parole di Fadlun

La nuova esperienza è stata ideata e realizzata dalla Fondazione del Museo Ebraico di Roma, con il supporto tecnologico di Sagitek e il contributo del Ministero della Cultura, nell’ambito del PNRR dedicato alla Transizione Digitale degli Organismi Culturali e Creativi. Un progetto che unisce innovazione e memoria, nato con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più ampio e offrire uno sguardo unico sulla storia di una delle comunità ebraiche più antiche d’Europa.

“Questa comunità rappresenta una parte fondamentale dell’identità italiana, in particolare di quella romana, essendo antica di 2.500 anni”, ha ricordato Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica di Roma, durante la presentazione ufficiale. “Oggi, grazie alle moderne tecnologie, possiamo permettere a visitatori, curiosi, studiosi e appassionati di scoprire com’era l’antico Ghetto, assaporarne l’atmosfera e rivivere uno dei momenti di vita quotidiana in un’area che, per oltre 300 anni, fu una prigione a cielo aperto per gli ebrei di Roma: la più lunga detenzione collettiva della storia, dal 1555 al 1870”.

Il percorso e come funziona

Il percorso si sviluppa in cinque tappe lungo i luoghi simbolici del rione ebraico, dalla nascita del Ghetto nel XVI secolo fino alla sua demolizione avvenuta con il piano regolatore del 1888. Un’occasione unica per capire davvero come vivevano le persone, come si presentava il quartiere e quali erano le condizioni di costrizione imposte alla comunità, offrendo una prospettiva completamente nuova grazie a una narrazione immersiva capace di coinvolgere tutti i sensi.

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