Ius Scholae, Tajani: “Pronti a votare con PD”. Tensioni con FDI | Video

giovedì, 3 Luglio 2025
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Il tema dello Ius scholae, ovvero la possibilità di concedere la cittadinanza italiana ai minori stranieri cresciuti e scolarizzati nel nostro Paese, è tornato al centro del dibattito politico, riaccendendo le tensioni all’interno della maggioranza di governo. Dopo mesi di silenzio, le parole di Antonio Tajani hanno riaperto la discussione sulla proposta di legge, facendo emergere le diverse sensibilità tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. La questione è delicata: riguarda circa un milione di giovani stranieri che vivono e studiano in Italia, ma non possono oggi ottenere automaticamente la cittadinanza al compimento della maggiore età. Per alcuni è un passo necessario per l’integrazione, per altri un rischio di concessione troppo facile di un diritto così importante come la cittadinanza.

Se Forza Italia sembra pronta a dialogare anche con l’opposizione pur di arrivare a un risultato, Fratelli d’Italia ribadisce invece la propria contrarietà a soluzioni che possano apparire come un automatismo. Le parole di Tajani hanno dunque sollevato interrogativi sugli equilibri della coalizione guidata da Giorgia Meloni, con diversi esponenti di FdI che dalla loro festa di “Piazza Italia” all’Eur  non hanno nascosto il disagio per l’apertura di Forza Italia sul tema.

Ius Scholae, il video con le parole di Tajani e la risposta di Fdi

“Noi abbiamo sempre avuto una posizione molto chiara. Abbiamo una proposta di legge depositata che è lo ius italicum, che comprendeva una parte di ius scholae e una parte di ius sanguinis. La parte sullo ius sanguinis il governo ha già fatto sua la nostra proposta e l’abbiamo approvata, quindi siamo a posto per quella. Noi abbiamo una proposta che dice che si può chiedere la cittadinanza italiana dopo 10 anni di scuola conclusi con profitto”, sono le parole pronunciate dal vice premier Antonio Tajani.

“La nostra proposta dice questo, e se vogliamo andare avanti in questa direzione, siamo pronti a discutere con tutti. Crediamo che questo milione di ragazzi che frequentano le nostre scuole debba avere la possibilità, se lo vogliono, dopo aver studiato la storia, la geografia, la lingua, la Costituzione. Se tu studi e ti integri in Italia, puoi diventare cittadino italiano e fare la richiesta. Non è una cosa automatica, però mi sembra un buon modo per integrare e far diventare cittadini italiani con una proposta seria, perché diventare cittadino italiano è una cosa seria”, ha dichiarato lasciando aperta la porta a un’intesa clamorosa  anche con il Partito Democratico.

Tajani però puntualizza su questo: “Non è che siamo pronti a votarlo a scatola chiusa: noi abbiamo la nostra proposta. Se gli altri vogliono seguirci, sia chiaro che la nostra proposta è molto differente da quella che era nel referendum, che diceva 5 anni. Noi siamo assolutamente contrari ai 5 anni, perché diventerebbe un modo troppo lassista per concedere la cittadinanza. Per noi è una cosa seria. Noi diciamo 10 anni di scuola con profitto, cioè non basta essere stati iscritti a scuola”, ha aggiunto il leader di Forza Italia.

Le parole di Tajani hanno subito trovato la reazione di Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, che ha chiarito a margine dell’evento “Piazza Italia” ai microfono de Lo speciale come questioni di questo tipo debbano essere affrontate all’interno della maggioranza: “Vedremo quello che succederà. Noi siamo per un vincolo di maggioranza per discutere le cose fra di noi, dopodiché ciascuno assume le decisioni che ritiene. Nel caso accada si valuterà”.

Sulla stessa linea Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, che ha ribadito: “La nostra posizione sulla cittadinanza è nota e si è anche rafforzata con il referendum. Ovviamente non siamo tutti lo stesso partito, ciascuno ha le proprie sensibilità. Se qualcuno spera che su questo tema si crei una crisi di governo, rimarrà deluso come sempre. Quando e se la proposta arriverà in Parlamento, si discuterà. La nostra posizione è chiara e non cambia”.

Più articolata la posizione di Sara Kelany, responsabile immigrazione di Fratelli d’Italia, che ha spiegato: “Non hanno differenti diritti i minori stranieri rispetto agli italiani. Non riteniamo che la modifica della legge sulla cittadinanza sia una priorità, come dimostrato anche dall’esito del referendum. Con Forza Italia ragioniamo sempre sul merito, così come con la Lega, ma fino ad oggi non si sono creati problemi e non pensiamo che si creeranno in futuro”.

Il confronto sullo Ius scholae rischia quindi di aprire nuove tensioni nella coalizione, con Forza Italia intenzionata a discutere la proposta anche con le opposizioni, mentre Fratelli d’Italia frena e ribadisce che il tema non rappresenta una priorità.

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