Ucraina, Putin e Trump di nuovo al telefono ma senza progressi. La guerra continua, ecco perché

venerdì, 4 Luglio 2025
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Che i due ormai abbiano filo diretto e non mancano occasione per sentirsi al telefono e dialogare da una parte all’altra dell’oceano è ormai chiaro: Washington e il Cremlino hanno la linea bollente. Ma purtroppo a quanto pare da questa seconda telefonata tra i due leader americano e russo non c’è stato alcun progresso. E’ Trump per primo a spezzare il ghiaccio e a rompere il freddo riserbo dopo il secondo colloquio al telefono avvenuto ieri a distanza di pochi giorni dal primo. Il Tycoon infatti non fa troppi giri di parole prima della partenza per l’Iowa e conferma che non c’è stato nessun passo avanti sul cessate il fuoco nella telefonata con il presidente russo aggiungendo di non essere contento della guerra in corso. E ora la palla passa chiaramente a Volodymyr Zelensky la situazione sul terreno di battaglia è sempre più delicata per il suo Paese. Il succo di questo secondo confronto al telefono durato circa un’ora tra Russia e Stati Uniti è che Mosca si è detta disponibile a proseguire il processo negoziale con Kiev, pur ribadendo l’intenzione di non rinunciare ai propri obiettivi in Ucraina, con lo scopo di affrontare le cause del conflitto. Si tratta del sesto colloquio telefonico tra i due leader da quando Trump ha iniziato il secondo mandato alla Casa Bianca. A riferire i contenuti della conversazione è stato Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino, secondo il quale Trump avrebbe espresso il desiderio di vedere una rapida cessazione delle ostilità. Ma vediamo i tempi e le circostanze. La telefonata intanto è avvenuta dopo che il Pentagono ha confermato la sospensione della fornitura di alcune armi statunitensi all’Ucraina. Secondo il consigliere dello Zar tuttavia, questo tema non sarebbe stato affrontato nel corso del colloquio tra i due presidenti. Sarebbe invece previsto un confronto tra Trump e il presidente ucraino Zelensky ormai imminente ma la cui data non è ancora stata resa nota. In sintesi la Russia e il suo presidente hanno più volte ribadito che l’intervento militare in Ucraina, iniziato nel febbraio 2022, sarebbe stato motivato dalla volontà di contrastare un presunto rischio per la sicurezza della Russia legato alla prospettiva di un’adesione dell’Ucraina alla Nato, oltre che per la tutela delle comunità russofone nel Paese. La solita canzone stonata che ormai tutti conosciamo. Tali motivazioni sono state respinte sia da Kiev sia dai suoi alleati internazionali. Mosca ha inoltre indicato che qualsiasi futuro accordo di pace dovrebbe includere la rinuncia da parte dell’Ucraina alla Nato e il riconoscimento dei territori attualmente controllati dalla Russia. È in questo contesto che Putin ha parlato della determinazione russa a perseguire i propri obiettivi. Secondo quanto riferito, non sono stati discussi dettagli specifici o date per un eventuale terzo round negoziale tra Mosca e Kiev. Il Cremlino ha poi precisato che eventuali colloqui resteranno bilaterali tra Russia e Ucraina. Trump messo all’angolo? Per ora la strategia del Tycoon appare poco chiara certo e’ che se il giorno prima parlava di fine delle ostilità con il fermo sulle consegne delle armi Usa all’Ucraina, ora sicuramente è tornato sui suoi passi e questo di gran lunga fa scuotere l’asset geopolitico internazionale, mentre l’Europa resta a guardare.

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