Il volo Air India 171, partito dall’aeroporto di Ahmedabad e diretto all’aeroporto London Gatwick si è schiantato poco dopo il decollo su una residenza universitaria di studenti di medicina.
Il report preliminare, redatto dall’AAIB (Aircraft Accident Investigation Bureau) rivela qualcosa di spaventoso.
Prima dell’ uscita di questo report si era ipotizzato qualche malfunzionamento da parte dell’aereomobile Boeing 787-8, ma i ritrovamenti diranno altro. L’assemblaggio della leva dei Flap ha subito gravi danni termici, ma la leva è stata trovata saldamente posizionata sull’ impostazione Flap 5 gradi, coerente con una configiurazione normale per il decollo. Durante la rimozione della coda dall’ edificio è stato osservato che lo sportello dell’ APU risultava aperto, ciò è avvenuto in maniera automatica.
L’APU,o Unità di Potenza Ausiliaria (Auxiliary Power Unit), è un piccolo motore a turbina a gas installato a bordo degli aeromobili e serve principalmente per fornire energia elettrica e aria compressa all’aereo quando i motori principali sono spenti. Le manette dei motori sono state ritrovate in posizione “idle” ovvero minimo regime, tuttavia il registratore dei dati di volo conferma che le manette erano alla posizione di massima potenza fino all’impatto. Gli interruttori del carburante “Fuel control switch” erano entrambi sulla configuazione “ Run” ovvero alimentazione attiva dei motori.
Dalle immagini di sicurezza dell’aeroporto si vede chiaramente la “Rat”, ram air turbine (piccola turbina eolica che si attiva automaticamente in caso di perdita di energia elettrica e che viene alimentata dal flusso d’aria durante il volo che non serve per creare spinta, ma fornisce solo energia elettrica per mantenere operativi strumenti basici dell’aereo), estendersi automaticamente dopo il decollo, segnale inequivocabile che il volo abbia perso entrambi i motori.
Il comandante, 56 anni, aveva accumulato oltre 15000 ore di volo e il primo ufficiale di 32 anni circa 3400 ore di volo, ma per questa tratta il Primo ufficiale sarà il Pilot Flying (colui che fa volare effettivamente l’aereo) e il comandante il Pilot Monitoring (colui che parla alla radio e monitora gli strumenti, ecc…).
Dopo essersi recati all’aeroporto Sardar Vallabhbhai Patel International, i piloti hanno effettuato un esito regolare del test alcolemico per volo, risultati idonei a operare il volo.
Alle 07:55 (orario UTC) il Boeing inizia il rullaggio sulla pista e alle 08:07 è allineato e pronto al decollo, che avviene senza anomalie, la velocità massima registrata è di 180 nodi raggiunta alle 08:08. Subito dopo si frequenta un evento critico, entrambi gli interruttori del carburante, prima quello del motore numero 1 e poi quello del numero 2 passano dall’impostazione “Run” a “Cutoff” e dopo dieci secondi ritornano a “Run”.
Questi interruttori hanno una funzione precisa, chiudere le valvole che alimentano i motori con il carburante, ma si usano principalmente a terra, cioè con l’accensione o spegnimento dei motori. In volo si toccano solo in caso di emergenza ben definita, per esempio incendio al motore.
C’è da precisare che suddetti interruttori non possono essere azionati “accidentalmente”, dato che sono protetti da un meccanismo meccanico di blocco, per muovere questi pulsanti bisogna fisicamente sollevare prima la manopola e poi muoverla nella corretta direzione, questo previene attivazioni involontarie.
E’ difficile pensare che gli interruttori si siano spenti accidentalmente, deve essere stata un’azione deliberata, su cui gli investigatori si stanno concentrando. Inquietante è anche ciò che emerge dalle registrazioni di voce della cabina di pilotaggio dopo lo spegnimento dei motori, in cui si sente un pilota chiedere all’altro “perché l’hai fatto?”, l’altro risponde “non l’ho fatto io”.
Una risposta che lascia mille dubbi, dal report non viene specificato chi abbia toccato l’interruttore , ma una cosa è quasi praticamente certa, qualcuno ha spento i motori in maniera volontaria.



