Riforma RAI, la Lega presenta il suo ddl: “Fuori il governo dal CdA, più pluralismo e trasparenza” | Video

martedì, 15 Luglio 2025
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Ridefinire la composizione del Consiglio di amministrazione della RAI, eliminare la figura dell’amministratore delegato nominato dal governo, togliere il tetto agli stipendi per attrarre figure professionali di alto livello, razionalizzare le partecipazioni societarie dell’azienda e rafforzare il ruolo del Parlamento. Sono questi i pilastri del disegno di legge per la riforma della governance della RAI presentato oggi in Senato dalla Lega, a firma dei senatori Giorgio Bergesio, Massimiliano Romeo, Tilde Minasi ed Elena Murelli.

L’intervento legislativo si inserisce nel quadro dell’adeguamento richiesto dall’European Media Freedom Act (Emfa), il regolamento europeo che impone agli Stati membri di garantire l’indipendenza dei media pubblici da pressioni politiche ed economiche. Il termine per conformarsi è fissato all’8 agosto.

Il testo prevede un Consiglio di amministrazione composto da nove membri (rispetto agli attuali sette), con una distribuzione delle nomine che esclude il governo e coinvolge invece Camera e Senato (tre membri ciascuno), i dipendenti RAI (uno), la Conferenza Stato-Regioni (uno) e l’Anci (uno). Viene eliminata la nomina diretta da parte del Mef, ritenuta incompatibile con il principio di pluralismo istituzionale.

Altro punto centrale è l’abolizione della figura dell’amministratore delegato, sostituita dal ritorno al Direttore generale, figura operativa che dovrà affiancare un Presidente con poteri effettivi di indirizzo e controllo. Entrambe le cariche saranno elette dal CdA con maggioranza qualificata dei due terzi.

La riforma interviene anche sul limite di durata dei mandati, fissandolo a cinque anni rinnovabili una sola volta, e propone di superare il tetto agli stipendi pubblici per i dirigenti della RAI, pur mantenendo l’obbligo di pubblicazione e trasparenza. L’obiettivo, spiegano i promotori, è rendere l’azienda più competitiva in ambito internazionale.

Sul fronte economico, il disegno di legge prevede che la RAI possa cedere quote di partecipazioni societarie, mantenendo comunque il controllo previsto dall’articolo 2359 del Codice civile. Il fine dichiarato è “migliorare efficienza, trasparenza e valorizzazione del patrimonio aziendale”.

Non mancano interventi anche sulla comunicazione digitale: la proposta introduce un divieto per gli influencer di pubblicare contenuti “gravemente nocivi per lo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori”. Infine, il ddl rafforza le funzioni dell’Agcom, ampliandone le capacità di monitoraggio e controllo dei dati economici, tecnici e di ascolto.

Riforma Rai, l’intervista video a Romeo

A spiegare le ragioni politiche della proposta è il capogruppo leghista al Senato, Massimiliano Romeo, che rivendica la legittimità dell’iniziativa del suo partito nel dibattito sulla riforma della RAI: “RAI dovrebbe rappresentare il simbolo del pluralismo dell’informazione, quindi riguarda tutte le espressioni e le idee che ci sono nel panorama politico e civile del nostro Paese. È giusto che anche una forza politica come la Lega possa presentare il suo modello di governance”.

“Qui stiamo parlando di governance della RAI, e abbiamo un’incombenza che ci chiede anche l’Unione Europea: ci vuole un coinvolgimento maggiore del Parlamento, non tanto del Governo”, aggiunge Romeo. “Tutti questi aspetti li mettiamo nella nostra proposta per trasformare la RAI in una vera azienda di servizio pubblico, che tenga conto di tutte le idee e di tutti i territori”.

Il senatore leghista apre anche alla possibilità di cedere quote di alcune partecipate RAI, “per innovare e dare una mano alla modernizzazione, mantenendo ovviamente saldamente la partecipazione pubblica”. Quanto al percorso parlamentare della di riforma, Romeo riconosce che servirà tempo e confronto con gli alleati che avevano già presentato le loro due proposte: “Si troverà una sintesi, ne parleremo con tutti, maggioranza e opposizione. Ci vorrà tempo, ma è giusto entrare in campo in maniera decisa e determinata”.

Infine, un accenno al tema del canone che aveva visto un duro scontro con Forza Italia: “Abbiamo fatto proposte per ridurre il canone, anche gradualmente, con varie forme. L’importante è rispondere alle esigenze dei cittadini. Noi vogliamo la pace dappertutto. Figuriamoci se ci mettiamo a fare guerre in casa. Mi sembra una cosa fuori da ogni logica”, ha concluso.

 

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