A margine del Congresso Nazionale della CISL, il ministro per gli Affari Europei e Coesione, Tommaso Foti, ha ribadito in una video intervista a Lo Speciale l’importanza di un dialogo costante tra governo e parti sociali, sottolineando come il confronto su economia e lavoro rappresenti un momento imprescindibile di ascolto e condivisione.
Foti al Congresso della Cisl, la video intervista
“Non possiamo pensare di governare senza un rapporto stabile con i sindacati – ha spiegato Foti –. Il confronto con la CISL e con tutte le organizzazioni dei lavoratori è fondamentale per affrontare le sfide del mondo del lavoro e dell’economia”.
Sul fronte internazionale, il ministro ha commentato l’attuale fase di stallo nei negoziati sui dazi tra Stati Uniti ed Europa, con il nuovo viaggio del commissario europeo per il commercio, Maros Sefcovic: “L’Europa deve fare la sua parte – ha detto Foti – con una trattativa seria, condotta a testa alta, per capire se esistano o meno le condizioni per trovare un punto di incontro equo”.
Rispondendo poi a una domanda sulle proposte del vicepremier Matteo Salvini di eliminare alcuni tassi autoimposti alle aziende europee, Foti ha auspicato una forte semplificazione burocratica: “È la speranza di tutti noi che il carico di burocrazia che pesa oggi sulle imprese venga drasticamente ridotto. È una delle condizioni essenziali per favorire la competitività”.
Non è mancata una replica alle dichiarazioni del segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, che nel suo intervento al congresso CISL aveva accusato l’Europa di voler destinare i fondi di coesione al riarmo: “Penso che Landini non abbia letto con attenzione gli indirizzi della Commissione. Le modifiche sui fondi di coesione sono proposte volontarie, non obblighi. E, soprattutto, in Italia abbiamo accordi di coesione con tutte le 21 Regioni. Modificare questi accordi è possibile solo con l’intesa reciproca e comunque su temi come l’innovazione, le risorse idriche o l’housing sociale”.
Il ministro ha precisato che eventuali investimenti in innovazione tecnologica, anche con applicazioni duali civili e militari, non significano uno spostamento sistematico di fondi verso la difesa: “Non c’è alcun disegno in tal senso. Le affermazioni di Landini mi sembrano più polemiche che fondate. I fondi di coesione servono a ridurre le differenze tra le regioni europee, non sono un problema italiano ma un tema europeo. Perdere tempo in polemiche non aiuta nessuno”.



