Il caso Open Arms non è chiuso. A sorpresa, la Procura di Palermo ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza che lo scorso dicembre aveva assolto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per il blocco della nave dell’ONG spagnola nell’agosto 2019.
Un nuovo capitolo giudiziario che riaccende le tensioni tra magistratura e politica, coinvolgendo direttamente l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e riaprendo il fronte della giustizia in un momento cruciale per la riforma voluta dal ministro Carlo Nordio.
Open Arms Salvini a processo in Cassazione, la solidarietà di Piantedosi
A esprimere solidarietà a Salvini è stato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: “Dispiace molto, perché se quei fatti dovessero essere oggetto di processo, dovrei essere imputabile anch’io, avendo partecipato alle stesse decisioni quando ero capo di gabinetto”.
“Certo”, ha osservato Piantedosi, “stride molto che in una sede giudiziaria storicamente impegnata su temi importanti ci sia anche questo valore simbolico negativo e ci sia un ufficio giudiziario che ritiene che un ministro della Repubblica possa essere indagato per reati cosi’ gravi per aver semplicemente praticato una politica di contrasto a un fenomeno odioso. Su quel tipo di approccio, ormai stanno convergendo tutta l’Europa e tutto il mondo e in Italia invece i ministri vengono processati”.
Nordio tira avanti sulla riforma della giustizia
Ma è stato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a intervenire con parole particolarmente dure sempre contro le scelte della magistratura: “L’altro giorno un magistrato in servizio si è permesso di elencare su un giornale tutti gli errori che avrei commesso nel caso Almasri. In qualsiasi altro Paese avrebbero chiamato gli infermieri”, ha dichiarato Nordio, definendo l’intervento “una vera e propria esondazione impropria”.
“I magistrati – ha proseguito – sono convinti di godere di un’impunità tale da poter dire tutto ciò che vogliono. Questo accade perché oggi non esiste alcuna sanzione per comportamenti del genere. Ma con la nostra riforma, le cose cambieranno”.
Nordio ha poi ricordato il caso dell’anarchico Alfredo Cospito, che a suo avviso ha rappresentato “Il primo tentativo di delegittimare l’azione del governo sul fronte della giustizia. Ci hanno accusati di crudeltà, ci hanno chiamati fascisti e affamatori. Ma quando l’attacco è fallito, Cospito è scomparso dal dibattito. Segno che non interessava la persona, ma solo il pretesto per colpire la nostra riforma”.
Il Guardasigilli ha rivendicato l’avvio della separazione delle carriere, previsto per domani in Parlamento , sottolineando “All’inizio nessuno credeva davvero in questa riforma, perché ogni tentativo precedente era stato bloccato dal ‘niet’ della magistratura. E la politica, finora, aveva sempre ceduto per paura. Ma noi non abbiamo paura. Ci aspettano attacchi di vario tipo, alcuni legittimi, in Parlamento; altri meno, come quando la stampa altera i fatti. Ma ogni aggressione in più è solo un pizzico di adrenalina. Questa sarà una vera riforma. Fa paura, ma statene certi: la faremo”.
Delmastro: “Salvini verrà assolto”
Il sottosegretario Andrea Delmastro a margine dell’evento ai microfoni de Lo Speciale esprime ottimismo per la vicenda Open Arms: “Fare ricorso in Cassazione è una scelta della magistratura. Dopo quella motivazione credo abbiano scarse possibilità”, ha sottolineato “Siamo assolutamente convinti che verrà confermato l’esito pienamente assolutorio”.



