Nel giorno del volto al Senato della riforma costituzionale della giustizia con la separazione delle carriere, Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e presidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, sottolinea il valore epocale della svolta voluta dal governo. E invita a non trasformare le tensioni con l’Associazione Nazionale Magistrati in uno scontro istituzionale.
Bongiorno, il video con l’intervista su riforma della giustizia e Open Arms
“La riforma non è una battaglia di bandiera – spiega Giulia Bongiorno– ma qualcosa che riguarda tutti i cittadini, perché introduce finalmente il principio di terzietà tra accusa, difesa e giudice. È un cambiamento fondamentale per chiunque si trovi ad affrontare un processo”.
La senatrice commenta anche la decisione della Procura di Palermo di ricorrere direttamente in Cassazione contro la sentenza di assoluzione di Matteo Salvini nel caso Open Arms, saltando l’appello. Una mossa “inusuale”, secondo l’avvocato del vice premier, ma comprensibile: “La sentenza di primo grado è stata assolutoria a 360 gradi, anche nel merito. È possibile che si temesse un’ulteriore conferma in appello”.
Sul fronte delle polemiche tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e l’ANM, scatenate dalle parole del Guardasigilli pronunciate al Tempio di Adriano, Bongiorno invita alla prudenza e alla responsabilità istituzionale. “Non voglio alimentare un’escalation. In una giornata così importante non serve replicare o difendere. Piuttosto, rassicuro i magistrati: nessuno vuole metterli sotto l’esecutivo. Sarebbe una follia”.
Per Bongiorno, l’obiettivo resta uno, ovvero un processo davvero equo e imparziale: “Ogni cittadino ha diritto alla certezza che il giudice non sia influenzato da raccomandazioni o colori politici. È un’aspirazione legittima per chiunque si trovi dentro un’aula di tribunale”.



