Papa Leone XIV è su tutte le furie e per far arrivare a questo punto un Pontefice la situazione è piuttosto grave. L’ultimo attacco nei giorni scorsi da parte dell’esercito di Israele alla Chiesa Cattolica a Gaza e soprattutto il perdurare di raid mirati agli operatori umanitari di base sulla Striscia e il ferimento e l’uccisione di civili e bambini in fila per rifornimenti e cibo non è più tollerabile. Il Pontefice ha chiesto a chiare lettere uno stop alle ostilità ricevendo ieri la telefonata di Mahmoud Abbas, presidente dello Stato di Palestina. A quanto danno notizia nella nota della Sala stampa della Santa Sede, Leone XIV ha rinnovato l’appello al pieno rispetto del diritto internazionale umanitario ribadendo l’obbligo di proteggere i civili e i luoghi sacri e il divieto dell’uso indiscriminato della forza e del trasferimento forzato della popolazione. Al centro del colloquio ci sono stati i recenti sviluppi della guerra nella Striscia e delle violenze in Cisgiordania. Nelle parole di Papa Leone rilievo è stato dato all’urgenza di prestare soccorso a chi è maggiormente esposto alle conseguenze del conflitto permettendo l’ingresso adeguato agli aiuti umanitari. In chiusura di telefonata è stata poi ricordata la ricorrenza del decimo anniversario dell’Accordo globale tra la Santa Sede e lo Stato di Palestina, firmato il 26 giugno 2015 ed entrato in vigore il 2 gennaio 2016. D’altrocanto il Papa ha sentito anche la controparte infatti era stato raggiunto domenica stessa all’indomani dal raid sulla Chiesa Cattolica di Gaza anche dalla telefonata del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il Pontefice aveva rinnovato il suo appello affinché venisse ridato slancio all’azione negoziale, al cessate il fuoco e alla fine della guerra ed esperimendo la sua preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria della popolazione il cui prezzo straziante è pagato in modo particolare da bambini, anziani e persone malate. Nella stessa mattinata di ieri il Vaticano ha inviato nei territori di guerra il patriarca latino di Gerusalemme, il Cardinal Pierbattista Pizzaballa con lui il patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, Teofilo III, per portare sostegno e vicinanza alla parrocchia latina della Sacra Famiglia dopo l’attacco che ha provocato 3 morti e 11 feriti. Contestualmente al loro ingresso è stato garantito l’accesso per la consegna di aiuti non solo alla comunità cristiana, ma anche al maggior numero possibile di famiglie civili nella Striscia. A quanto pare sarebbero entrate centinaia di tonnellate di scorte alimentari, nonché kit di pronto soccorso e attrezzature mediche di prima necessità. Inoltre è stata garantita l’evacuazione delle persone ferite nell’attacco verso strutture mediche fuori Gaza. Una piccola goccia nel mare anche se la giornata è stata poi costellata di attacchi incessanti via terra da parte di Israele che hanno fatto scatenare le ire della comunità internazionale ferma sulla convinzione di fare del tutto per fermare il genocidio in atto. Il Vaticano nella persona di Papa Leone ha espresso seguendo i fatti ancora il cordoglio della Chiesa ma soprattutto la posizione ferma di supporto e la sua intenzione di fare tutto il possibile perché si arrivi non solo al cessate il fuoco ma alla fine di questa insostenibile tragedia dell’umanità.



