Il bilancio del triste incidente ferroviario di ieri pomeriggio in provincia di Toledo in Spagna è salito a 68 morti. La Farnesina è al lavoro no-stop in queste ore e secondo l’ultimo aggiornamento 5 cittadini italiani sono stati recuperati sani e salvi, uno di loro è ricoverato a Toledo, tre donne ancora non sono state rintracciate. Sono ore di angoscia per tre famiglie italiane. È questo il dramma dentro la strage ferroviaria che ha sconvolto la Spagna. La Farnesina, con una nota ufficiale diramata in tarda serata dopo un coordinamento diretto con le autorità spagnole e l’Unità di Crisi, ha aggiornato il bilancio dei connazionali coinvolti nello scontro tra i due treni ad alta velocità avvenuto ieri alle 8.54 sulla linea Madrid-Siviglia. Di una delle connazionali si sa che è originaria di Pistoia, le altre due identità sono al vaglio per il rispetto della privacy e per le operazioni di riconoscimento salme in corso negli obitori di Toledo. Sono considerate disperse perché non risultano tra i feriti ricoverati né tra i passeggeri illesi già identificati. Cinque sono stati estratti dai vagoni e stanno bene. Si tratta di quattro residenti all’estero rispettivamente di Sassari, Bergamo, Roma e Cosenza – più il fratello di una delle donne disperse, che viaggiava con lei. Un sesto connazionale è ricoverato in ospedale a Toledo, ma non sarebbe in pericolo di vita. L’Ambasciata italiana a Madrid e il Consolato sono sul posto con personale Adif e la protezione civile spagnola per assistere i connazionali e per seguire, minuto per minuto, le operazioni di identificazione delle 68 vittime accertate.”Siamo in contatto costante con le autorità spagnole. La priorità è dare una risposta alle famiglie”, fanno sapere dalla Farnesina. A scontrarsi, con 544 persone a bordo, un treno Ave Renfe e un convoglio Iryo. Il Renfe, autorizzato erroneamente dal centro di controllo di Madrid a riprendere la marcia normale nonostante il sistema di sicurezza LZB fosse andato offline per un guasto a tre computer, ha tamponato a 200 km/h l’Iryo fermo al segnale di ingresso di Urda. Agli atti degli inquirenti c’è l’audio choc della sala controllo: “Riprenda la marcia normale”, detto alla macchinista dell’Iryo che invece segnalava di essere bloccata.



