Kiev. Tutte le paure di Zelensky, a partire dalla corruzione

giovedì, 24 Luglio 2025
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Come è noto ai lettori, fin dall’inizio del conflitto russo-ucraino, l’allora presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha elargito al governo ucraino finanziamenti a pioggia, una vera e propria montagna di dollari. Questi soldi dovevano essere utilizzati per rafforzare la macchina bellica e amministrativa di Kiev, allo scopo di “far sanguinare la Russia”. Si teme che una parte del lauto bottino sia stata destinata ad usi privati dai membri del governo Zelensky. E così sono state istituite in Ucraina agenzie di indagine anticorruzione, fra cui la Nabu e la Sap, anche in vista di un’adesione del paese all’Unione Europea. Evidentemente le agenzie anticorruzione si sono messe a indagare con eccessiva efficienza. Per cui, qualche giorno fa, il leader ucraino Volodymyr Zelensky ha emesso un decreto per limitare i poteri degli organi anticorruzione.

A seguito di questa scandalosa decisione, l’Unione Europea ha chiesto la revoca del decreto Zelensky. Ma, cosa ancor più grave, si è scatenata un’ondata di proteste in tutta l’Ucraina. Si sono registrate manifestazioni antigovernative in ben 22 città, fra cui Kiev, Odessa, Dnipro e Kharkhiv. Nelle strade delle città ucraine si sentono sempre più spesso frasi del tipo “Zelya è il diavolo”. Zelensky si trova in una situazione difficilissima. Sta perdendo l’appoggio dell’Occidente ed è contestato in tutto il paese. Un vero disastro! Probabilmente per questa ragione Zelensky continua a chiedere un incontro con il presidente russo Vladimir Putin. Mercoledì infatti si è svolto a Istanbul il terzo round dei negoziati tra la delegazione russa e quella ucraina. L’incontro si è concluso ovviamente con un nulla di fatto. Troppo distanti le posizioni delle parti. Della pace in Ucraina non frega niente a nessuno. Ma, l’unica proposta sulla quale la delegazione ucraina continua ad insistere è quella di un incontro tra il presidente Putin e il leader ucraino Zelensky. Un incontro di tal fatta sarebbe una mano santa per Zelensky, in quanto gli conferirebbe una legittimità, che è andata perduta. E’ bene ricordare che il mandato presidenziale di Zelensky è scaduto a maggio e che da allora non si tengono in Ucraina regolari elezioni, nonostante la richiesta dell’amministrazione Trump. Ma, c’è un problema. Il presidente russo Putin mai e poi mai andrebbe a legittimare il leader ucraino Zelensky, il nemico assoluto che Putin ha giurato di distruggere. Ecco perché alla proposta di un incontro tra Putin e Zelensky, la delegazione russa risponde che un incontro del genere sarà possibile solo ad accordo concluso, cioè mai.

Insomma, dal guazzabuglio ucraino non se ne esce, almeno non ora e certamente non con un negoziato di pace tra Russia e Ucraina. La pace può essere raggiunta solo con un accordo di ampio respiro tra Russia e Stati Uniti, che allo stato non è ancora possibile.

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