Una nuova frontiera dell’intelligenza artificiale si sta aprendo proprio dentro ChatGPT. Secondo quanto riportato dal Financial Times, OpenAI sarebbe al lavoro per trasformare il proprio chatbot in un vero e proprio canale di shopping digitale grazie a un’integrazione con Shopify. L’obiettivo: permettere agli utenti di effettuare acquisti direttamente tramite ChatGPT, senza mai lasciare l’interfaccia del chatbot.
Una svolta strategica per l’azienda guidata da Sam Altman, che mira a monetizzare anche sugli oltre 800 milioni di utenti settimanali che utilizzano la versione gratuita del servizio. Finora, infatti, solo una frazione di questi utenti ha sottoscritto un abbonamento Plus o Enterprise. L’inserimento di una funzione e-commerce permetterebbe quindi di guadagnare attraverso commissioni affiliate sui prodotti acquistati tramite chatbot.
Come funzionerà l’e-commerce integrato in ChatGPT
Secondo fonti vicine all’accordo, l’integrazione in fase di sviluppo prevede un sistema di cassa incorporato direttamente in ChatGPT, simile a quello già adottato su molte piattaforme social. L’utente potrà cercare un prodotto — ad esempio una televisore — ricevere consigli personalizzati e concludere l’acquisto senza mai dover aprire una nuova scheda del browser.
Il cuore dell’esperienza sarà il carosello visivo di prodotti, già in fase di sperimentazione: una selezione automatica di articoli, non sponsorizzati, scelti da ChatGPT in base all’intento dell’utente e a parametri contestuali come le istruzioni personalizzate o i ricordi memorizzati dal chatbot.
Dalla SEO all’AIO: come cambia il marketing con l’intelligenza artificiale
Questa evoluzione pone nuove sfide non solo per gli utenti, ma anche per brand, marketer e agenzie pubblicitarie. Se il digital marketing degli ultimi vent’anni si è costruito intorno alla SEO (Search Engine Optimization), l’arrivo dei chatbot come canali di informazione e vendita impone un cambio di paradigma.
Nasce così la AIO — Artificial Intelligence Optimization, ovvero l’ottimizzazione dei contenuti per essere compresi e valorizzati da un’intelligenza artificiale, non più da un motore di ricerca tradizionale.
In altre parole, le aziende dovranno iniziare a progettare contenuti, offerte e schede prodotto pensando a come verranno “letti” e interpretati da un LLM (Large Language Model), anziché solo da Google. E in un futuro dove il carrello sarà già dentro il chatbot, la competizione si sposterà sul suggerimento più convincente, più rilevante, più tempestivo.
Shopping conversazionale e nuove forme di fiducia
Il potenziale di questa trasformazione non è solo tecnico ma anche culturale: ChatGPT sta diventando un vero e proprio consigliere personale per gli acquisti, in grado di accompagnare l’utente dalla necessità alla soluzione, fino all’acquisto.
L’idea è semplice quanto potente: “Ho bisogno di una nuovo televisore” diventa, in pochi secondi, un link pronto per l’acquisto. Un passaggio in meno nel percorso d’acquisto, che può fare la differenza in un mercato digitale sempre più competitivo.
Con questa mossa, OpenAI non solo amplia il proprio ecosistema di utilizzo, ma apre una nuova linea di monetizzazione per un servizio che ha rivoluzionato il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Dopo aver lanciato ChatGPT Agents, ora si prepara a trasformare il chatbot in uno strumento di vendita capace di unire AI, UX e ecommerce.
Siamo solo all’inizio, ma il futuro dell’intelligenza artificiale potrebbe avere anche un carrello della spesa integrato.



