A New York Sinner perde lo scettro, Alcaraz nuovo leader del tennis mondiale. Perché è giusto così

lunedì, 8 Settembre 2025
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Jannik Sinner resta una stella del firmamento mondiale del tennis, ma in questo momento storico, bisogna riconoscerlo, Carlos Alcaraz gli è oggettivamente superiore. E non perché lo dicano i precedenti statistici (10-5 dopo la vittoria dello spagnolo a New York), semplicemente per il motivo che i tre quarti della stagione hanno messo in evidenza la continuità e la solidità di uno e i troppi passaggi a vuoto dell’altro. Sinner ha senz’altro pagato i tre mesi di inattività e il pesantissimo stress emotivo dovuto alla squalifica per la nota vicenda del Clostebol, sostanza vietata e assunta involontariamente. Va anche detto che il tennis del giocatore altoatesino è molto vario e dispendioso per cui in mancanza di una forma ideale i risultati non arrivano o arrivano con difficoltà. Il fisico di Sinner è una macchina meravigliosa, ma basta poco per farla inceppare, come dimostrato dal virus contratto a Cincinnati poco prima della finale quando dopo sei games si è ritirato lasciando il trofeo ad Alcaraz.

A Flushing Meadows, Sinner ha letteralmente strapazzato gli avversari, ma dai quarti ha cominciato a soffrire mostrando un gioco privo di acuti se non per qualche fase degli incontri. Jannik non è mai apparso al cento per cento della forma: condizione necessaria, per essere, a sua volta, ingiocabile come Alcaraz. In finale contro lo spagnolo in stato di grazia c’è stato poco da fare. Sinner non era nemmeno in condizione di portare l’eterno rivale al quinto set. Altalenante al servizio e poco incisivo da fondo campo. A parte la reazione d’orgoglio nel secondo, la finale è stata un monologo del murciano. Insomma, una vera kryptonite per usare un termine tanto caro agli appassionati di Superman. Lo stesso Sinner l’ha riconosciuto: «Sono stato troppo prevedibile. È arrivato il momento di trovare nuove soluzioni, anche a costo di perdere qualche partita. La conseguenza immediata è che dopo 65 settimane ininterrotte Sinner perde la posizione numero uno del ranking mondiale in favore di Alcaraz.

Lo spagnolo sale a 11540 punti, con un margine di 760 punti sull’italiano. Il recupero del fenomeno murciano nella trasferta sul cemento americano è stato fenomenale – annota la Gazzetta del Sport – dopo Wimbledon, a luglio, l’altoatesino aveva un vantaggio di 3430 punti: nel giro di nemmeno due mesi, Carlitos gliene ha guadagnati 4090, considerando anche quelli persi da Jannik in confronto al 2024 (350 a Cincinnati, 700 a Flushing Meadows). Prevedibile che Alcaraz sarebbe andato meglio dello scorso anno, ma certo è che le vittoria di Cincinnati e New York hanno sorpreso non poco, vista la forza del suo avversario diretto sul cemento.

Questo è il male minore, paradossalmente il ragazzo di San Candido potrà gestire la campagna d’autunno con i tornei in estremo Oriente con più serenità e preparare la stagione del 2026 con altrettanto scrupolo. E poi c’è sempre la Coppa David da difendere.

In ogni caso, la saga è destinata a continuare, dopo otto slam consecutivi che vedono l’uno o l’altro vincitori e dopo la terza finale, sempre consecutiva, della quale sono gli unici protagonisti, i due terranno vivo il duopolio mondiale ancora per molti anni a dispetto degli altri, di molti gradini al di sotto.

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