Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, torna a lanciare un appello alla comunità internazionale affinché si trovino nuove strade per la pace in Ucraina. A margine della presentazione del bilancio del Tour Mondiale Vespucci, il titolare della Difesa ha sottolineato come, nonostante i ripetuti richiami a una tregua, la situazione sul campo stia peggiorando.
Russia le parole allarmate del ministro Crosetto
“Sono mesi che parliamo di possibilità di tregua e quello che constato è che gli attacchi su Kiev e sull’Ucraina sono aumentati esponenzialmente: colpiscono civili, ospedali, centrali elettriche. Il clima è deteriorato non solo in Ucraina ma in tutto il mondo” ha dichiarato Crosetto.
Il ministro ha ribadito la necessità di “mettere insieme nazioni e usare il peso collettivo per fare pressioni”, auspicando un’accelerazione da parte della comunità internazionale già nelle prossime settimane: “Non abbiamo più tempo da perdere. Se la situazione rimane invariata, il peggioramento sarà inevitabile e drammatico per tutti. Abbiamo il dovere di fare qualunque cosa per invertire una rotta che appare inarrestabile e sempre più veloce verso il dirupo”.
Crosetto ha poi affrontato il tema della capacità difensiva nazionale, avvertendo che il Paese non sarebbe oggi pronto ad affrontare un attacco esterno: “Lo dico da tempo: non siamo pronti né a un attacco russo né a quello di un’altra nazione. Non parlo di Putin in particolare, ma di chiunque decidesse di colpirci. Non abbiamo investito abbastanza in difesa negli ultimi vent’anni, e venti anni non si recuperano in uno o due”.
L’opinione pubblica è restia ad accettare il discorso sugli investimenti militari, ma oggi sono necessari: “La gente non vuole sentir parlare di necessità di difesa, ma il nostro compito è mettere il Paese nelle condizioni di difendersi se qualche pazzo decidesse di attaccarci”.
Nato, Crosetto: “Sul fianco Est il nostro contributo è già significativo”
Infine, il ministro ha risposto a una domanda sui possibili impegni aggiuntivi dell’Italia nel quadro della Nato, dopo le dichiarazioni del segretario generale Mark Rutte sulla necessità di rafforzare ulteriormente la presenza sul fronte orientale.
“Siamo tra i primi contributori in assoluto sul fianco Est, ma abbiamo anche il fronte Sud da presidiare. Credo che quanto fatto finora sia abbastanza. Se ci verrà richiesto formalmente un incremento, decideremo. Per ora ho visto soltanto una dichiarazione di Rutte, ma non una richiesta ufficiale all’Italia”.
