Un’accoglienza in grande stile con tutti i crismi e il cerimoniale regale che spetta ai capi di stato. Donald Trump e first lady sono arrivati ieri da Washington a casa dei reali di Inghilterra per una visita lampo ma pre meditata da tempo. Quasi a spostare l’asse dell’attenzione mediatica su altro, quasi a dimenticare un paio di conflitti mondiali in corso dove bontà sua è tra i leader più coinvolti. Sia sul fronte mediorientale con la caccia alle streghe di Hamas e la salda alleanza ad Israele e sul conflitto russo ucraino con la Nato nel centro del mirino russo. Ma veniamo alla corte di Re Carlo d’Inghilterra che ieri in pompa magna ha accolto Donald e signora per la sua seconda visita di stato in Gran Bretagna. “Uno dei più grandi onori della mia vita essere qui” ha subito detto l’inquilino della Casa Bianca accolto come un re al castello di Windsor con un picchetto d’onore mai così numeroso e sfarzoso nella storia moderna della Gran Bretagna per un leader straniero. Dopo i saluti di rito, è stata organizzata una parata del presidente americano con la moglie Melania a bordo di una carrozza reale all’interno del parco. In serata, Re Carlo ha organizzato un banchetto di Stato in onore di Trump con 160 invitati. Durante la cena, il sovrano inglese ha elogiato “l’impegno personale” di Trump nel tentativo di porre fine ai conflitti mondiali. “I nostri Paesi lavorano insieme per sostenere gli sforzi diplomatici cruciali, in particolare il suo impegno personale nel trovare soluzioni ad alcuni dei conflitti più irrisolvibili al mondo, al fine di garantire la pace”. Ma dopo i convenevoli e lo sfarzo veniamo all’agenda politica. Oggi il presidente americano ha in programma un incontro bilaterale con il premier britannico Keir Starmer dove si parlerà di conflitti internazionali tra Ucraina e Gaza e c’è chi vocifera che la visita dai reali di Windsor sia stata la scusa in realtà per rinsaldare accordi commerciali con i britannici sul fronte tech e intelligenza artificiale. Ma andiamo per gradi. La verità infatti è che nella delegazione di Trump a Londra ci sono i Ceo di OpenAI e Nvidia le maggiori big tech mondiali si AI. I numeri uno di questi colossi accompagnano il presidente americano in una missione diplomatica che intreccia affari, geopolitica e innovazione digitale. Il Regno Unito vuole diventare stando ai rumors hub strategico in materia AI, bilanciando autonomia regolatoria e attrazione di capitali, quale occasione più ghiotta per un affarologo tutto fare come Donald Trump? Oggi nella city scaletta di appuntamenti e schedule serrata, staremo a vedere. Unica certezza la chiave di volta diplomatica per far si che gli Usa continuino ancora a dialogare con la Gran Bretagna sta proprio nella figura dell’inquilino di Downing Street: il premier britannico Starmer. Il premier britannico, a quanto pare, vuole posizionare il proprio paese in quello che ha definito uno “sweet pot” ovvero un ambiente digitale protetto e curato testa di ponte con il settore Big Tech a stelle e strisce lontano dalle insidie e dalle dure regole dell’UE.



