Segnali stradali divelti, cestini e transenne rimossi e usati per rompere vetrine e porte d’accesso alla stazione centrale. Poi, gli inevitabili scontri con la polizia, mentre si alzavano le colonne dei fumogeni. Un clima da anni di piombo. La bomba d’acqua che ha sommerso all’alba Milano non ha purtroppo raffreddato le migliaia di manifestanti che questa mattina sono arrivati nel capoluogo lombardo per lo sciopero generale indetto per chiedere il cessate il fuoco immediato a Gaza e ribadire il sostegno alla Global Sumud Flotilla, che sta cercando di portare aiuti al popolo palestinese, per rilanciare il no al riarmo e sollecitare il governo a rompere ogni relazione con Israele. La giornata di lotta, intitolata «Blocchiamo tutto», è stata lanciata dall’Unione Sindacale di Base. A fermarsi, con modalità varie, in 70 città italiane, i lavoratori che operano in diversi settori: dalle ferrovie al trasporto pubblico locale, al personale di scuole e università.
Il corteo è partito alle 10 da piazzale Cadorna. Il percorso prevedeva il passaggio nelle vie del centro per poi terminare in piazza Duca d’Aosta, di fronte alla Stazione. Il corteo, aperto dai rappresentanti Cub, mostrava numerosi striscione pro-pal tra i quali: «Bloccheremo tutto, stop al genocidio». Tra loro studenti universitari, pendolari, giovani e anziani. Picchetti, striscioni, fumogeni, bandiere della Palestina e ombrelli. I collettivi di diverse scuole superiori di Milano si sono poi mossi verso largo Cairoli, loro luogo di concentramento, per poi unirsi al corteo generale. Fuori dai cancelli del Tenca è apparso uno striscione con la scritta «Free Palestine». Davanti al liceo Manzoni, picchetto con striscioni, fumogeni, comizi di denuncia. Dal Carducci è partito lo spezzone più numeroso di studenti. Sono arrivati gruppi anche dal liceo Einstein, dal Cremona-Zappa, dal Volta, dove i manifestanti sono entrati a scuola, ma sono rimasti fuori dalle classi, per poi muoversi verso largo Cairoli. Uno sciopero che a Milano arriva in concomitanza con la settimana della Fashion Week. Al maxi corteo, che si è snodato da Cadorna, anche Ambra Angiolini, che ha sfilato dicendo: «Non esiste perdono per nessuno, nemmeno per noi che non ci giriamo dall’altra parte».
Momenti di tensione durante tutto il percorso. Vicini al consolato americano, presidiato dalle forze dell’ordine, i manifestanti hanno gridato “assassini”, poi c’è stato un momento di silenzio in piazza della Repubblica ed è stato diffuso a lungo il tipico rumore dei droni che si abbattono su Gaza. «Questo rumore dovete sentirlo sempre nella vostra coscienza», ha detto qualcuno da un megafono all’indirizzo del consolato. Quindi è stata bruciata una bandiera Usa. Momenti critici si sono avuti quando un gruppo di giovani vestiti di nero ha cercato di entrare nella fermata della metropolitana della Stazione Centrale ed è venuto a contatto con la polizia.
Scontri si sono verificati anche nella galleria della Carrozze alla stazione centrale di Milano. Parte dei manifestanti del corteo pro Gaza ha lanciato oggetti e parti di impalcature verso la polizia che cercava di respingerli con cariche di alleggerimento chiudendo i cancelli di ingresso della stazione. I manifestanti hanno posizionato i cestini come barricate e continuano a lanciare oggetti, fra cui bottiglie e taniche. I manifestanti hanno tentato l’accesso dalla fermata della metropolitana, bloccati sulle scale mobili a manganellate dai poliziotti. Sono stati sparati numerosi fumogeni e ci sono state cariche di alleggerimento.
Le forze dell’ordine, sia polizia sia carabinieri in assetto antisommossa, stanno continuando ad avanzare spingendo i manifestanti sempre più verso via Vittor Pisani, il lungo viale che collega la Stazione Centrale con piazza della Repubblica, in direzione di via Turati. Prosegue il lancio di lacrimogeni al quale i manifestanti rispondono con tutto quello che trovano, da pietre a cestini dei rifiuti e anche biciclette.
Altrove, oltre trentamila le persone sono scese in piazza a Roma, secondo le prime stime; porti fermi a Genova, Livorno e Marghera. A Bologna un gruppo è entrato con fumogeni e bandiere sull’autostrada A14, interrompendo il traffico. Invasa anche la Firenze-Pisa-Livorno. A Napoli migliaia di studenti in piazza, ferme due funicolari, a Genova bloccati due varchi portuali. Manifestazioni anche a Torino, Ancona, Bari e Palermo. Lo sciopero è scattato alla mezzanotte e durerà fino alle ore 23.
Da domani si conteranno i danni, purtroppo ingenti.



