Trump riduce a “stelle e strisce” l’Onu: ecco cosa ha detto al Palazzo di Vetro

martedì, 23 Settembre 2025
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Il giorno più lungo dell’ottantesima assemblea generale delle Nazioni unite è quello nel quale Donald Trump decide di prendere a schiaffi il mondo. Nel suo discorso al Palazzo di Vetro evita i convenevoli e attacca subito a muso duro: dall’Onu, in quanto organismo globale, alla comunità internazionale, in un crescendo rossiniano a tratti surreale con toni da resa dei conti: «Ho lasciato un’era di calma e stabilità al termine del primo mandato, che ha poi lasciato spazio a una delle grandi crisi dei nostri tempi, con una serie di disastri – dice – ma ora, in soli otto mesi, siamo nell’età dell’oro dell’America. L’America è rispettata di nuovo sul palcoscenico mondiale: fino a poco ci ridevano dietro».

Quindi l’elencazione degli impareggiabili meriti della sua amministrazione. «In sette mesi ho messo fine a sette guerre, che sembravano interminabili. Non è avvenuto prima, sono molto onorato di averlo fatto». Il tycoon si è lamentato però di non aver mai avuto una chiamata dalle Nazioni Unite: «Nessuno mi ha ringraziato per questo, ma l’unica cosa che ho ottenuto è una scala mobile che si è fermata a metà e un teleprompter (il gobbo) che non funziona».

E ancora: «Le parole vuote non risolvono le guerre. Quale è lo scopo della Nazioni Unite? L’Onu scrive lettere, ma le parole vuote non risolvono la guerra. L’Onu ha un tremendo potenziale, l’ho sempre detto. Ma non è nemmeno lontanamente vicino a essere all’altezza di quel potenziale», ha spiegato raccontando di quando si occupava di immobiliare a New York e aveva presentato un’offerta per rinnovare la sede dell’Onu.

Sul tasto dolente della Palestina è intransigente: «Il riconoscimento per la Palestina è una ricompensa per Hamas e i suoi terribili attacchi», rilanciando l’immediata liberazione degli ostaggi. Mentre chiede di mettere fine allo sviluppo di armi biologiche, assicurando che gli Stati Uniti useranno l’intelligenza artificiale per combattere le armi biologiche, annuncia che se la Russia non è pronta a fare un accordo sull’Ucraina, gli Usa sono pronti alle tariffe, ma l’Europa deve prendere le stesse misure. «I Paesi europei devono smettere immediatamente di acquistare petrolio russo, è imbarazzante per loro. Ne parlerò con la Ue».

Sulla guerra in Ucraina, Trump definisce Cina e India i principali finanziatori dell’attacco scatenato dalla Russia. Ma secondo il magnate la questione politica numero uno del nostro tempo è la crisi delle migrazioni incontrollate e l’Onu incoraggia l’invasione di alcuni Paesi attraverso l’immigrazione illegale. «L’Europa è invasa da “illegali”, e il sindaco di Londra Sadiq Kahn sul fronte dell’immigrazione è terribile». Sull’Iran: «La mia posizione è molto semplice: non si può permettere al principale sponsor mondiale del terrorismo di possedere l’arma più pericolosa».

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