Sono innumerevoli gli sforzi che l’Unione Europea sta mettendo in campo per mostrare al presidente americano Donald Trump la sua determinazione nel contrastare la Russia e convincerlo a fare altrettanto.
Nella giornata di ieri, Ursula von der Leyen ha rilasciato un’intervista alla CNN nel corso della quale ha trattato il tema delle incursioni da parte dei Mig russi: “Abbiamo bisogno di difendere ogni centimetro quadrato di territorio, e questo significa che se c’è un’intrusione nello spazio aereo, dopo un avvertimento, dopo essere stati molto chiari, ovviamente l’opzione di abbattere un jet che sta violando il nostro spazio aereo è sul tavolo”.
La presidente della Commissione europea ha poi comunicato a Donald Trump l’intenzione di applicare dazi sulle forniture di petrolio ancora in ingresso nell’Unione.
Una linea che, seppur riferita a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, aveva già anticipato al presidente americano poco prima.
Nei giorni scorsi, Trump si era detto disponibile a introdurre sanzioni più dure alla Russia, ma ad una condizione: che i Paesi Nato sospendano l’acquisto di petrolio russo.
Dal 2022 l’Ue ha vietato l’importazione di greggio russo via mare, pur concedendo un’esenzione in via temporanea a Ungheria e Slovacchia, che continuano a riceverlo tramite l’oleodotto Druzhba.
Tale deroga é stata adottata nell’ambito del sesto pacchetto di sanzioni approvato il 3 giugno 2022 e, al fine di ottenere l’unanimità, era stato necessario fare concessioni a Budapest e Bratislava. Fino ad ora, il divieto di importazione ha riguardato il 90% degli acquisti di petrolio dell’Ue dalla Russia.
La von der Leyen ha spiegato: “Stiamo davvero dando la caccia alle ultime riserve di petrolio e gas che arrivano dalla Russia nell’Unione europea. Vogliamo sbarazzarcene”. L’obiettivo é rendere l’acquisto del greggio più oneroso per Ungheria e Slovacchia così da di scoraggiarne l’acquisto.
Ma il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, ha replicato su X che pur apprezzando lo sforzo di Trump in favore della pace, la priorità del suo governo é quello di assicurare “l’approvvigionamento energetico dell’Ungheria e, senza il petrolio russo attraverso il gasdotto Druzhba, ciò è semplicemente impossibile”. Ungheria e Slovacchia hanno dissentito al 19esimo pacchetto di sanzioni che propone – tra le varie misure – di interrompere l’acquisto di gas dal 2027.
Mentre l’approvazione dei dazi necessita della maggioranza qualificata, per far passare le sanzioni serve l’unanimità. Ma convincere Orbán e Fico appare più complicato adesso.



