Trump-Netanyahu, finito l’incontro: ecco la sintesi

lunedì, 29 Settembre 2025
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Si é concluso il colloquio vis-à-vis tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu iniziato alle 17:00 (ora locale) presso lo Studio Ovale della Casa Bianca. Come da programma, verso le 20:30 si é tenuta la conferenza stampa dei due leader.

Il bilaterale ha visto presenti anche il vicepresidente J. D. Vance, il capo di gabinetto Susie Wiles, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, l’inviato in Medio Oriente per la Casa Bianca Steve Witkoff, il capo dello stato maggiore congiunto generale Dan Caine, e il genero di Trump, Jared Kushner.

Il topic principale dell’incontro odierno sono stati i 21 punti del piano di pace dell’amministrazione Trump per la tregua e il dopoguerra a Gaza.
Prima del colloquio, Trump si era detto parecchio fiducioso della sua riuscita, affermando di credere possibile il raggiungimento di un accordo su Gaza. Nel dettaglio, la proposta avanzata la settimana scorsa dai leader arabi e musulmani – a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite –  prevedeva un cessate il fuoco immediato a Gaza oltre al rilascio di tutti gli ostaggi entro 48 ore. In cambio, le truppe israeliane dovrebbero ritirarsi gradualmente dalla Striscia. Ciò mirerebbe ad ottenere un cessate il fuoco definitivo. Anche se la tempistica esatta non é stata specificata, é certo che sarà legata alla creazione di una forza di stabilizzazione composta dalle truppe degli stati arabi che dovrebbero assicurare la sicurezza della Striscia.
Come riportato dalla NBC News, il piano attinente al governo della Striscia prevederebbe un organismo internazionale e un comitato palestinese. Il primo dovrebbe detenere potere di supervisione sul secondo, mentre non risulta ancora chiaro il ruolo dell’Autorità Palestinese. Non é previsto alcun ruolo nella governance di Gaza per Hamas. L’alto funzionario di Hamas, Taher al-Nunu, ha comunicato: “finora non ci sono state discussioni dirette o indirette sul piano promosso da Donald Trump, di cui Hamas è a conoscenza solo grazie a indiscrezioni trapelate dai media”, aggiungendo che “Hamas è disposta a liberare gli ostaggi nell’ambito di un accordo globale che porti alla fine della guerra e al ritiro di Israele dalla Striscia”.
Tuttavia, il Qatar avrebbe detto a Washington di possedere i mezzi giusti per convincere Hamas ad accettare l’accordo. Ma, stando alle prime indiscrezioni, il team del presidente Trump avrebbe apportato “cambiamenti radicali” alla sua proposta di pace per Gaza. Questo con l’obiettivo di renderla più “realistica” da accettare da parte di Israele. Il ministro per gli Affari strategici israeliano, Ron Dermer, ha dichiarato: “Sappiamo che Hamas non accetterà il disarmo. Non sono pronti a rilasciare gli ostaggi in una sola volta, e non sono pronti a rilasciare tutti se non ci sarà la garanzia assoluta che la storia sia finita e che non ci sia una guerra, e anche in quel caso, c’è il dubbio che manterranno la parola data”.
“Siamo più che vicini ad un accordo di pace su Gaza”, ha affermato Trump nel corso della  conferenza stampa congiunta con Netanyahu. “L’Europa è stata molto coinvolta nell’elaborazione del piano per Gaza” ha aggiunto il presidente Usa, per poi ringraziare i “Paesi arabi e musulmani per il loro contributo”.“Con lo sviluppo di Gaza e quando il programma di riforma dell’Autorità Nazionale Palestinese sarà portato avanti fedelmente, potrebbero finalmente crearsi le condizioni per un percorso credibile verso l’autodeterminazione e lo Stato palestinese, che riconosciamo come l’aspirazione del popolo palestinese”, si legge documento relativo al piano di Trump. E ancora: “Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza, e chi desidera andarsene potrà farlo liberamente e avere la possibilità di ritornare. Si incoraggerà la popolazione a restare e a contribuire alla costruzione di una Gaza migliore”.

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