Il partito filo-europeista al governo in Moldavia ha vinto le elezioni parlamentari con oltre il 50% dei voti. Azione e Solidarietà, guidato dalla presidente riconfermata Maia Sandu, ha ottenuto il 50,03% dei voti, rispetto al 24,26% del Blocco Patriottico filo-russo. Staccati di molto il Blocco Alternativo pro-europeo (9,22%); il Nostro Partito (6,35%) e Democrazia in Patria il 5,72%. Non era scontato che il Pas vincesse, soprattutto dando per buone le azioni di disturbo della propaganda russa. Tra i primi a congratularsi, la presidente della Commissione europea Ursula von der Layen con un post su X: «Moldavia, ci sei riuscita di nuovo. Nessun tentativo di seminare paura o divisione ha potuto infrangere la tua determinazione. Hai fatto una scelta chiara: Europa, democrazia e libertà. La nostra porta è aperta. E saremo al tuo fianco in ogni fase del cammino. Il futuro è tuo».
Finora l’Unione europea non si era mai sbilanciata così a favore della Sandu, programmando visite di capi di Stato e alti rappresentanti di Bruxelles raccogliendo, per una volta, una chiara affermazione geopolitica. Ora la presidente può guardare al futuro e all’Europa con ottimismo. Il suo partito correva da solo, contro il Blocco patriottico, un eterogeneo cartello elettorale che riuniva formazioni politiche guidate da leader provenienti dal Partito comunista, considerati vicini a Mosca. Il Pas aveva bisogno di un risultato convincente in patria, dove secondo i sondaggi partiva in svantaggio. E il risultato è arrivato.
Secondo l’analisi del voto, le città avrebbero scelto il Pas, con Chisinau in testa, le campagne avrebbero preferito il Blocco patriottico. A ovest si è votato per l’Europa, nella parte orientale del Paese si è scelta la Russia. I giovani vogliono il nuovo, gli anziani rimpiangono il passato. I trecentomila che hanno votato da remoto probabilmente consolideranno il risultato in favore del Pas. Ma non è detto che sia finita qui. Ieri sera, senza neppure conoscere i risultati, il leader filorusso Igor Dodon aveva convocato per oggi una manifestazione di protesta davanti al Parlamento.
La Moldavia è un paese piccolo, con meno di tre milioni di abitanti, ma in questo momento ha un valore geopolitico enorme. Si trova tra l’Ucraina e la Romania, cioè tra la guerra e l’Unione Europea. È diventata una sorta di linea di confine avanzata tra due visioni del mondo. Per questo, per l’Europa la Moldavia è una linea invalicabile anche per motivi di sicurezza. Oltra a confinare con l’Ucraina in guerra “contiene” la Transnistria, regione separatista autoproclamatasi indipendente e riconosciuta solo da pochissimi paesi.
La presidente Maia Sandu resta la figura più forte dell’area pro-europea e una garanzia. Ha costruito l’immagine di una leader onesta e vicina alle istituzioni di Bruxelles. Sembra l’unica capace di offrire un orizzonte più ampio a un paese segnato per anni da corruzione, instabilità e dal rischio delle influenze russe.
Tra le reazioni del dopo voto, la valutazione del vicepresidente del gruppo del Ppe Sigfried Muresan sembra la più interessante: «La vittoria filoeuropea della Moldavia – osserva – è una lezione per tutta l’Europa su come sconfiggere l’ingerenza russa. Nonostante gli sforzi senza precedenti della Russia per manipolare le elezioni, sia durante la campagna elettorale che il giorno delle votazioni, il Partito dell’Azione e della Solidarietà (Pas) filoeuropeo, fondato dalla presidente Maia Sandu, ha ottenuto la maggioranza assoluta sugli oppositori filorussi nelle elezioni parlamentari tenutesi domenica. Nelle ultime settimane, la Russia ha mobilitato risorse senza precedenti, superiori all’1% del Pil della Moldavia, per finanziare illegalmente i partiti filo-russi, diffondere disinformazione, manipolare l’opinione pubblica e corrompere gli elettori. I filoeuropei – aggiunge Muresan – hanno vinto nonostante tutte queste interferenze perché hanno soddisfatto le aspettative della popolazione, hanno evitato vuote promesse populiste e hanno rifiutato di formare coalizioni di compromesso con il “male minore”: ex politici filorussi che improvvisamente si dichiarano filoeuropei». Quindi conclude: «La Russia non si fermerà qui. Continuerà i suoi tentativi di influenzare le elezioni in tutta Europa e di attaccare le nostre democrazie. Ma la Moldavia ha dimostrato che con il duro lavoro e la disciplina la vittoria è possibile. Ora dobbiamo agire rapidamente, promuovendo l’integrazione europea della Repubblica di Moldavia in linea con la volontà del popolo e lo slancio creato da questo trionfo filoeuropeo».



