È avvenuto questa sera, alle 19.45 italiane, l’abbordaggio della Global Sumud Flotilla da parte della marina israeliana. L’azione, preannunciata e attesa per l’intera giornata, si è consumata in acque internazionali, circa 70 miglia al largo della Striscia di Gaza. Secondo ricostruzioni, intorno alle 19 si sono visti i primi movimenti: gommoni militari israeliani si sono avvicinati alle barche di testa della missione, mentre alcuni caccia decollavano da Cipro.
L’obiettivo dichiarato di Israele è condurre le imbarcazioni in un porto dello Stato ebraico, per poi procedere al loro sequestro. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, intervenuto subito dopo l’inizio dell’operazione, ha riferito di aver ricevuto assicurazioni da parte di Tel Aviv: «Le forze armate non faranno uso di violenza», ha sottolineato.
Sul fronte interno, la vicenda ha innescato una reazione immediata. L’Unione Sindacale di Base (USB) ha proclamato per il 3 ottobre uno sciopero generale, richiamando l’analoga mobilitazione del 22 settembre, quando la flottiglia era stata già bloccata. L’iniziativa, spiegano i promotori, mira a impedire il traffico di materiali – in particolare quello bellico – verso Israele, denunciando la politica del governo italiano ritenuta complice della guerra a Gaza.
Intanto resta alta la tensione diplomatica: il fermo della missione umanitaria rischia di aprire un nuovo fronte di scontro politico e sociale, sia a livello internazionale sia all’interno dell’Italia.



