L’Amaro del Capo, amaro di Calabria, ha oggi un sapore particolarmente dolce per il centrodestra. Risulta invece amarissimo per il centrosinistra, detto anche campo largo. Roberto Occhiuto (FI) è stato confermato governatore della Regione, stracciando di almeno 17 punti (58% a 40.9%) il competitore Pasquale Tridico (M5S). È quanto risulta dalla prima proiezione (Swg). Ma la vittoria (di larga misura) del candidato del cdx può ormai considerarsi acquisita.
Il centrodestra ha tutte le ragioni per esultare. Il dato calabrese conferma il trend positivo cominciato con la vittoria, la settimana scorsa, di Francesco Acquaroli (FdI) nelle Marche. In entrambi i casi, è vero, s’è trattato di conferme di governatori uscenti, ma la larga vittoria che i due esponenti hanno conseguito è un piccolo-grande segno della vitalità della coalizione al governo del Paese. In ogni caso, le fantasticherie di Elly Schlein di successo del campo largo per 4-2 o addirittura per 5-1 (la leader Pd contava anche sulla Calabria) sul centrodestra in questa tornata delle Regionali si stanno dissolvendo come neve al sole.
Comprensibile la grande soddisfazione della coalizione per questo risultato. Per Antonio Tajani «Occhiuto ha vinto per le cose fatte». Sulla stessa linea il commento di Giorgia Meloni, la quale parla di vittoria del «buongoverno»
Forte invece la delusione nel campo largo. Questa pesante sconfitta è un brutto segnale per la costruzione dell’alleanza di centrosinistra. Il primo, grande sconfitto di queste elezioni è Giuseppe Conte. Tridico è un suo uomo. Anzi diciamo che è uno dei pezzi da novanta del Movimento 5 Stelle. L’obiettivo dell’ex premier era dimostrare che il campo largo è più competitivo quando il “frontman” dello schieramento è un esponente del M5S (Conte coltiva sempre il sogno di essere lui il candidato a Palazzo Chigi del campo largo alle elezioni del 2027).
Coerente con questo disegno, Tridico ha replicato sul piano regionale la politica assistenzialistica che ha permesso ai pentastellati di ottenere quasi il 16 per cento dei voti (conseguiti perlopiù al Sud) nelle Politiche del 2022. Il candidato del campo largo ha promesso infatti l’introduzione del reddito di cittadinanza (di cui fu a suo tempo l’inventore) per i calabresi. Non contento di ciò, ha anche annunciato che, se vittorioso, avrebbe anche abolito il bollo auto per chi ha un reddito inferiore ai 25mila euro l’anno.
Al dunque, il centrosinistra a trazione M56 ha impostato la sua campagna sulla promessa di mance e regalie alle fasce più disagiate dalla popolazione. Ma ha sbagliato i suoi calcoli, perché i calabresi non ci sono cascati.
A tirare un sospiro di sollievo è, in fondo, anche Elly Schlein che avrebbe avuto le sue difficoltà a contenere le pretese di Conte (dopo aver concesso al M5S anche il candidato governatore della Campania, Roberto Fico) in caso di vittoria di Tridico. Assai sintomatico è il fatto che il deputato calabrese del Pd, Nico Stumpo, vada giù pesante su questo risultato: «È una sconfitta ma anche nelle sconfitte così dure è obbligatorio lavorare per venirne fuori». Il parlamentare dem avrebbe forse parlato di «dura sconfitta» se il perdente fosse stato del Pd?
Per quanto riguarda il centrodestra, la conferma di Occhiuto alla guida della Regione Calabria sblocca definitivamente le nomine dei candidati governatori nelle altre Regioni in cui si voterà in questo autunno (Veneto, Toscana, Campania, Puglia). Il fatto che nulla sia finora mutato nelle equilibri politici a livello locale consente a Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini di ridisegnare in tutta tranquillità gli assetti di potere all’interno della coalizione prima delle elezioni politiche.
Il merito del governatore uscente è stato, oltre quello di ribadire le sue qualità di amministratore, anche il merito di giocare d’anticipo sugli avversari dopo l’avviso di garanzia per corruzione che gli è arrivato questa estate. Occhiuto si è subito dimesso per andare a viso aperto alle elezioni anticipate. Ha preso in contropiede i suoi detrattori evitando lo stillicidio della macchina del fango. Questa scelta è stata apprezzata dagli elettori calabresi, che gli hanno rinnovato la fiducia. La classe dirigente del centrodestra sta dimostrando in pieno la sua qualità, al centro come nella periferia d’Italia. E dire che, fino a qualche anno fa, i candidati di questa parte politica erano sprezzantemente definiti “impresentabili” dalla sinistra dei salotti e dai suoi reggicoda nei giornali.



