Meloni in prime time sulla Rai bastona opposizione e sindacati

mercoledì, 8 Ottobre 2025
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Un fiume in piena ieri sera la premier Giorgia Meloni ospite della trasmissione “Cinque Minuti” condotta dal giornalista Bruno Vespa sulla rete ammiraglia. Il Presidente del Consiglio non le manda a dire a nessuno e risponde a un’ora filata di domande giocando d’attacco contro l’opposizione al governo. “Non sanno più dove denunciarci, dopo averci accusato di complicità in genocidio alla Corte penale internazionale”. Questo l’incipit della Meloni in diretta sulla Rai. E poi via via sbrodola commenti e vedute di un Italia che si sta imbarbarendo complice un clima che nelle piazze, sottolinea, rischia seriamente di peggiorare. La sferzata va quindi ai sindacati che hanno strumentalizzato la protesta contro Gaza e il genocidio di Israele contro i civili, cavalcando l’onda delle proteste e facendo propri gli ideali dei dimostranti. Secondo Meloni: “ I sindacati sono più interessati alla sinistra che ai lavoratori”. All’uscita dagli studi Rai, la premier si dice soddisfatta della performance comunicativa: “Ho parlato un’ora” esclama mentre si schermisce dai cronisti. Nella stessa giornata, data simbolo del 7 ottobre per Israele, la Meloni partecipa ad una vera e propria maratona tv passando ospite anche nel contenitore politico di prima fascia della rete ammiraglia condotto sempre da Vespa: Porta a porta. E non mancano le critiche e i gesti intimidatori verso l’anchor Vespa. Uno su tutti una scritta fuori degli studi di Via Teulada viene rivolta da ignoti al conduttore del programma: “Vespa infame”.  Il 7 ottobre data scelta dalla Rai per ospitare la premier non evita quindi le polemiche anzi le accende. La ricorrenza viene ricordata davanti alle telecamere anche dalla premier: “Il piano di pace presentato da Trump raccoglie una convergenza quasi totale. Non quella di alcune forze politiche che in Parlamento non hanno voluto votare a favore, purtroppo. E offre un’opportunità che non deve essere sprecata per giungere alla cessazione permanente delle ostilità”. Parole quelle di Meloni che non risparmiano neanche l’iniziativa umanitaria della Flotilla pacifista: “Mentre c’è un percorso che può portare alla pace, esasperare gli animi va contro gli interessi di chi dice di voler aiutare i palestinesi è contro producente”. Poi la chiosa tranchant: “Se si volevano portare aiuti, 40 tonnellate si potevano consegnare in una mattinata con due nostri aerei e se lo scopo era forzare il blocco navale, domando a Giuseppe Conte se non si fosse accorto che è in vigore dal 2009”. Meloni poi nella lunga intervista tv tocca tanti temi: dal sostegno in manovra promesso per chi guadagna fino a 50 mila euro alla trattativa sui dazi, passando per la nuova legge elettorale fino al referendum sulla giustizia. Una vetrina tv che in molti hanno interpretato come un eccessivio uso della tv di Stato megafono dell’esecutivo ma che è un colpo indubbiamente assegnato di nuovo a livello di comunicazione al governo in carica.

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