Bankitalia: debito record ad agosto oltre i 3mila miliardi. Dona, Unc: «Da non dormirci la notte»

giovedì, 16 Ottobre 2025
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Il debito pubblico italiano fa segnare un nuovo primato negativo. Secondo l’ultimo rapporto in materia della Banca d’Italia, ad agosto il debito pubblico italiano è aumentato di 25,4 miliardi rispetto al mese precedente, superando di nuovo la soglia psicologica di 3mila miliardi, attestandosi a 3.082,2 miliardi di euro. Da novembre 2024 è la settima volta consecutiva che viene superata quota 3mila miliardi e in rapporto alla popolazione sarebbe pari a un debito di 52mila euro pro capite. Si tratta di un primato in termini assoluti.

L’incremento, spiega via Nazionale, è dovuto all’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (25,3 miliardi, a 72,1) e all’effetto complessivo di scarti e premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,7 miliardi), solo in minima parte compensati dall’avanzo di cassa (0,6 miliardi). Con riferimento alla ripartizione per sotto-settori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 25,6 miliardi, mentre quello delle amministrazioni locali è diminuito di circa 0,2 miliardi. Il debito degli enti di previdenza è rimasto invece sostanzialmente stabile.

La quota del debito detenuto dalla Banca d’Italia è diminuita al 19,2 per cento (dal 19,5 per cento del mese precedente). A luglio (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) la quota detenuta dai non residenti è lievemente diminuita (33,3 per cento, dal 33,4 del mese precedente) mentre è aumentata quella degli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie; 14,3 per cento, dal 14,1 del mese precedente).

«Il debito pubblico di agosto ha segnato un nuovo record storico – commenta Massimo Dona, presidente dell’Unione nazional consumatori – oramai il superamento della soglia monstre di 3 mila miliardi, che era stata raggiunta per la prima volta nel mese di novembre 2024, è diventata una costante del 2025, visto che è la settima volta consecutiva che si supera questo traguardo del quale faremmo volentieri a meno. Un debito così elevato in valore assoluto, oltre ad avere effetti negativi sulla redistribuzione del reddito, ci impedisce di usare la spesa pubblica per fronteggiare come dovremmo situazioni di emergenza. Se fosse un debito a italiano sarebbe pari a oltre 52 mila euro, 52 mila e 249 euro. Da non dormirci la notte!».

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