Knesset vota per l’annessione della Cisgiordania: si teme per il processo di pace

giovedì, 23 Ottobre 2025
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La questione della Cisgiordania é tornata al centro del dibattito internazionale: nella giornata di ieri la Knesset ha approvato con votazione preliminare il disegno di legge volto ad estendere la sovranità israeliana all’intera Cisgiordania.

La notizia giunge una settimana dopo l’approvazione da parte del presidente americano Donald Trump di un accordo volto a mettere fine all’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza.
La votazione preliminare di ieri é la prima delle tre votazioni necessarie affinché il disegno di legge divenga definitivo. L’approvazione si é conclusa con un totale di 25 voti favorevoli e 24 contrari. Il disegno di legge è stato proposto dal parlamentare Avi Maoz appartenente al partito di estrema destra Noam.
Il vicepresidente americano, J.D Vance, ha sottolineato che “la politica di Trump è che la Cisgiordania non sarà annessa da Israele”, come riportato da Haaretz.
Per questa ragione, il voto del parlamento israeliano é stato definito dal vicepresidente Usa “strano e sciocco”.
A seguirlo a ruota, il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio, che ha spiegato che le misure adottate dal Parlamento e la violenza dei coloni minano l’accordo di pace a Gaza: “Penso che il presidente Trump abbia chiarito che non è qualcosa che possiamo sostenere in questo momento”. Tali parole sono state condivise dal ministro degli esteri Tajani che ha aggiunto: “É una decisione che mette a repentaglio i progressi che si devono fare per trasformare la tregua in pace”.
Tale mossa ha inevitabilmente riacceso le tensioni internazionali e il dibattito interno sul futuro dei territori occupati.
La Turchia ha condannato l’approvazione del disegno di legge tramite un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri di Ankara, in cui si legge: “Il passo compiuto dal Parlamento israeliano verso l’annessione della Cisgiordania occupata, in violazione del diritto internazionale, è nullo e privo di valore. Questo passo provocatorio, compiuto in un momento in cui sono in corso gli sforzi per stabilire la pace a Gaza, minaccia il già fragile contesto di sicurezza e stabilità nella regione”.
La Turchia ha poi ribadito il suo impegno nella per la risoluzione del conflitto Israelo-palestinese tramite la soluzione dei due Stati, in base ai confini del 1967: “Fatti compiuti illeciti di Israele in Cisgiordania non devono essere permessi”, ha tuonato il ministero di Ankara.
Anche il Pakistan ha manifestato il proprio sconcerto sul voto di ieri, invocando “una flagrante violazione del diritto internazionale” e sottolineando come “le misure illegali minano gli sforzi per raggiungere la pace e la stabilità nella regione”.
Anche la Spagna ha contestato la decisione della Knesset, ritenendola “contraria allo spirito del piano di pace statunitense e ai principi della Dichiarazione di New York”.
Il governo ha espresso “profonda preoccupazione per la violenza impune dei coloni, le operazioni militari e la strategia pubblica di espansione degli insediamenti”, ritenuti “ostacoli alla pace e alla sicurezza”.

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