“Quer pasticciaccio brutto de via della Scrofa…”. Ci perdonerà Carlo Emidio Gadda se parafrasiamo il titolo del suo romanzo più celebre per inquadrare la disputa tra Sigfrido Ranucci, conduttore di Report su Rai 3, e Agostino Ghiglia, consigliere del Garante della privacy. La vicenda si snoda tra alcuni contenuti “scomodi” del programma e la diffida di Ghiglia con la quale ha chiesto di non mandare in onda su Rai3 «conversazioni acquisite illecitamente» perché contenute nella propria «corrispondenza riservata». Nel merito, la diffida faceva riferimento a un servizio relativo al coinvolgimento di Ghiglia nella procedura che ha portato alla multa del programma per la diffusione dell’audio della telefonata con l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e sua moglie. Ghiglia contesta che ci sia stata una acquisizione illecita di dati personali attraverso la violazione della corrispondenza privata, ne ha chiesto la cancellazione della puntata. La trasmissione è andata invece in onda e ha pubblicato nuovo materiale per provare come il consigliere utilizzerebbe il proprio ruolo a tutela degli interessi di FdI, partito in cui ha militato.
Report ha pubblicato un messaggio della chat dell’ufficio di Ghiglia in cui costui anticiperebbe la sua visita a via della Scrofa, sede di Fdi, il giorno prima della pronuncia sul caso Sangiuliano, dicendo «Vado da Arianna (Meloni)». Una frase che smentirebbe il consigliere che si era giustificato dicendo di essere andato in via della Scrofa per parlare col direttore del Secolo d’Italia, Italo Bocchino.
Interpellato, Ghiglia ha risposto, visibilmente irritato: «Posto che non mi risulta alcuna mail, mi chiedo di quali facezie stiamo parlando visto che mi accusano di qualunque cosa». E in merito alla mail che avrebbe inviato alla sua segretaria scrivendo “Vado da Arianna”, prima di recarsi a via della Scrofa precisa: «Non sono abituato a piangere e quindi mi metto a ridere. Io sono andato da Bocchino per parlare del mio nuovo libro che presenteremo insieme il 14 novembre a Bologna, poi ho incontrato Arianna Meloni per un breve saluto. Il mio “vado da Arianna significa vado al Secolo d’Italia” perché la sede di Fdi e il Secolo d’Italia sono nello stesso posto. Ma se anche fosse? Non sono libero di incontrare chi mi pare? – prosegue – Un conto è vedere le persone, un altro è fare qualcosa che non va dopo averle viste. Nessuno mi ha chiesto nulla. Io chiedo a Ranucci perché va sul palco della Cgil o da qualsiasi altra parte? Mi chiedo: c’è un interesse pubblico se il membro di un’Autorità incontra casualmente una persona?».
Poi continua: «E’ molto grave non solo l’intrusione nella mia vita privata, perché sono stato pedinato, ma la violazione della mia corrispondenza e delle mie chat che sembra siano nella disponibilità di Report da non so quanto tempo. Stiamo parlando di mail del Garante, di un’Autorità pubblica e non privata e su questo Ranucci dovrà dare risposte non a me, ma a chi di dovere. Mi chiedo se per la Rai, il cda e la Commissione di Vigilanza sia tutto corretto. A me non sembra».
E quindi accusa, chiedendo un confronto pubblico a Ranucci: «Quello che mi sconvolge è che sono giorni che pubblicamente viene violata la mia corrispondenza con un reel al giorno – aggiunge – sia la mia corrispondenza privata e di chat, che forse addirittura la mail di ufficio. Vengo pedinato e nessuno se ne preoccupa. Io sono preoccupato, anche perché non ho mai ricevuto denunce, a differenza di chi ha subito 220 querele. Questa è la cosa veramente grave. Visto che nella puntata precedente ci ho più volte messo la faccia, chiedo ora a Ranucci di mettercela, ma lui si trincera dietro il format perché è più facile il taglia e cuci che dialogare – sottolinea ancora – rinnovo la richiesta di un confronto in diretta senza filtri. Lui poi deve spiegare da dove prende la corrispondenza. Io sono giornalista, anche se mi sono cancellato dall’albo, e conosco bene le regole deontologiche che mi pare siano state violate, ma questo non tocca a me dirlo. Risponda a queste domande e poi possiamo confrontarci».
A stretto giro Ranucci ha replicato: «Non c’è stato nessun materiale trafugato o intrusioni informatiche. Quello che tenta di fare Ghiglia è mettere un bavaglio. È gravissimo, si tratta di interruzione di servizio pubblico».



