La proposta di legge di Fratelli d’Italia che punta a superare l’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati per gli appartenenti alle Forze dell’ordine, il cosiddetto “atto dovuto”, ha suscitato dure reazioni da parte delle opposizioni, che parlano di un testo pericoloso, ideologico e fuori dalla Costituzione. Le interviste de Lo Speciale a Boccia, De Cristofaro e Orlando.
Proposta di legge su legittima difesa contro atto dovuto d’indagine, le interviste video a opposizione
Il senatore di Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro ha definito l’iniziativa gravissima nel merito, ma anche un chiaro diversivo politico: “Naturalmente è molto grave nel merito, ma secondo me c’è anche un’altra cosa da aggiungere: è l’ennesimo tentativo di distogliere l’attenzione. La destra cerca in tutti i modi di parlare di tutto tranne che di quello che succede nel Paese reale, come il fatto che la questione sociale sta esplodendo e la legge di bilancio non risolve nessuna delle vere emergenze che riguardano gli italiani. È la solita arma di distrazione di massa, peraltro anche molto sbagliata nel merito.”
Ancora più netto il giudizio del capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia, che ha accusato Fratelli d’Italia di voler importare modelli estranei alla cultura giuridica italiana: “Questa proposta di Fratelli d’Italia, che elimina l’atto dovuto per trasformarlo in un ‘atto voluto’, porta dritta verso il Far West. Il loro modello è Trump: ognuno con la propria arma, ognuno che si difende da solo. Io penso che le Forze dell’ordine vadano potenziate e sostenute, aumentando stipendi e organici, non delegando la giustizia individuale. In Italia c’è già abbastanza privatizzazione: della sanità, della scuola, dei diritti. Ora ci manca solo la privatizzazione della difesa. È molto grave.”
Più cauto ma critico nel metodo l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando (Pd) della dem, che ha sottolineato possibili problemi di legittimità costituzionale: “Non ho ancora letto il testo, ma a prima battuta costruire procedure specifiche differenziandole in funzione della categoria mi sembra, a occhio e croce, una contraddizione che si chiama Costituzione.”
