Tangenti milionarie e tensioni al fronte: è caos a Kiev

mercoledì, 12 Novembre 2025
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Scandalo a Kiev. Nella giornata di ieri, la National Anti‑Corruption Bureau of Ukraine (NABU) – in collaborazione con la Procura specializzata anticorruzione (Sapo) – ha accusato sette personalità di rilevo del settore energetico ucraino di aver recepito tangenti per un ammontare stimato di 100 milioni di dollari.

La NABU ha fatto sapere che “diversi individui hanno formato una banda criminale” e messo in atto “un sistema di corruzione su larga scala per influenzare le imprese strategiche del settore pubblico, in particolare Energoatom”.
Secondo l’agenzia anticorruzione, gli indagati obbligavano i fornitori di Energoatom a versare tangenti pari al 10/15% del valore dei contratti. Questo al fine di evitare ritardi nei pagamenti o il rischio di essere esclusi come fornitori dell’azienda.
Stando a quanto riferito dai media ucraini, tra gli indagati vi sarebbe anche Timur Mindich, noto imprenditore e collaboratore del presidente ucraino Zelensky.
Nel dettaglio, Mindich risulta comproprietario di Kvartal 95, società di produzione multimediale fondata dal leader ucraino ancor prima di essere eletto tale. Secondo alcune fonti, poco prima gli investigatori giungessero al suo appartamento per effettuare una perquisizione, Mindich sarebbe fuggito all’estero.
L’avvenimento si inserisce in un periodo già complesso per per Zelensky, alle prese con le forze russe che esercitano una pressione sempre più forte nei confini di guerra oltre alle incomprensioni con l’amministrazione Trump.
A tal proposito, un corrispondente del Kyiv Post a Washington, ha rivelato che i consiglieri del presidente statunitense avrebbero sollecitato la rimozione di alcuni passaggi di testo da una futura risoluzione delle NU. Nello specifico, si tratterebbe di quelli che evidenziano la necessità di garantire l’integrità territoriale dell’Ucraina e che vedono condannare duramente l’occupazione russa della Crimea e delle altre regioni nel Sudest. Alcune fonti hanno spiegato che la presidenza desidera escludere qualsiasi riferimento specifico ai concetti di “aggressione” e “terre occupate”. A fronte di ciò, l’Ucraina domanda agli alleati europei di fare fronte comune in difesa di Kiev.
Con i rapporti alla mano consegnatigli del comandante in capo dello Stato maggiore – il generale Oleksandr Syrskyi – Volodymyr Zelensky ha dovuto ammettere via social che “adesso, l’attenzione principale è rivolta a Pokrovsk e Zaporizhzhia, in cui i russi stanno intensificando il numero e l’entità degli attacchi”. I comandi ucraini hanno ordinato l’evacuazione di cinque aree a sud di Zaporizhzhia nelle ultime ore.
Al momento, Mosca controlla circa l’80% della regione e mira a conquistare anche il capoluogo. L’offensiva rientra nel quadro di una strategia più ampia portata avanti dal leader del Cremlino, che non lascia spazio a dubbi: l’obiettivo occupare interamente Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzia, ovvero le regioni già parzialmente prese dai suoi soldati nelle prime settimane del conflitto e annesse illegalmente nel settembre del 2022.

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